L’attualità del Serra: da frate Junipero Serra, al Cardinale Siri, ad oggi

mag 21st, 2012 | By | Category: Primo Piano

Sottopongo al lettore alcune riflessioni che esprimono la mia convinzione sull’assoluta attualità delle intuizioni dei fondatori del Serra, in questo periodo storico in cui i valori di fede e sociali sono aggrediti da un relativismo sempre in crescita.

Queste riflessioni vogliono solo essere una traccia di pensiero all’interno di un tempo fisiologicamente limitato. Ad ognuno di noi il compito di approfondire ad ampliare le varie citazioni con un lavoro che dovrà avere i tempi dettati dalla curiosità e dalla ricerca di identità e freschezza dei nostri clubs.

Il Cardinale Siri

Nel novembre del 1985 S. Em. il Cardinale Giuseppe Siri raccomandava ai serrani presenti a Collevalenza di : “ vivere con Padre Junipero Serra la passione per le Sante vocazioni” raccomandando di superare il metodo con cui operavano le associazioni cattoliche del tempo: metodo, che Sua Eminenza riteneva carico di sovrastrutture che comprimevano i risultati, malgrado la generosità degli intenti e degli sforzi compiuti.

Secondo il Suo giudizio il Serra emergeva come novità giovane e snella nel raggiungere gli obiettivi preposti, superando le procedure e le sovrastrutture formali, e sapendo passare all’azione concreta, riempiendo di contenuti pratici le proposte elaborate e le preghiere invocate.

Anche oggi l’amicizia, il rapporto personale attraverso anche il metodo conviviale, diventano un collante necessario per operare concretamente a favore della Sante vocazioni e per l’assistenza ed il sostegno ai sacerdoti.

Sono ormai passati oltre 25 anni da quell’incontro di Collevalenza, ma queste raccomandazioni, visto l’aggravarsi delle situazioni dei nostri sacerdoti e la crisi delle vocazioni, sono di una fresca attualità e certamente più pressanti ed impegnative per il Serra.

Riflettiamo come la solitudine del Beato Junipero Serra esprimeva la solitudine sociale attuale sempre in crescita in cui i nostri sacerdoti sono immersi.

Le vocazioni sono una Santa chiamata a cui fratelli scelti dallo Spirito Santo rispondono, ma che i cristiani tutti ed i Serrani, come scelta vocazionale, devono sostenere.

Mi sembra bello chiudere le riflessioni di Sua Eminenza con la Sua affermazione : “Le vocazioni esistono perché Gesu Cristo è nella Sua Chiesa e pensa alla Sua Chiesa ma tocca a noi scoprirle, favorirle ed indirizzarle alla meta”.

In un mio precedente intervento ebbi a dire come i serrani fossero gli”Scudieri dei Sacerdoti Cavalieri di Cristo”. Pensate come è alto il compito a cui lo Spirito Santo ha chiamato i serrani e come storicamente questi valori non si sono mai attenuati ma rafforzati dai bisogni dei nostri sacerdoti, e con quanta gratitudine dobbiamo ringraziare Dio per tale chiamata.

Riflettiamo su quanta responsabilità assume il serrano quando, rispondendo a quella vocazione, accetta di operare nel Serra.

Vanno cancellate le ambizioni personali, le sovrastrutture formali in una ottica di regole che aumentino il risultato finale e non lo imprigionino nei formalismi.

Il Santo Padre nel Suo messaggio del 15 maggio 2011 per la XLVIII giornata mondiale di preghiera per le Vocazioni invitava a riflettere sul tema “ Proporre le Vocazioni nella Chiesa Locale.”

Fece un diretto riferimento (Mt 9,36-38) alla necessità della preghiera    “ La messe è abbondante ma sono pochi gli operai. Pregate,dunque, il Signore della messe perché mandi operai nella sua messe.”

Dopo la preghiera il Signore ha chiamato alcuni pescatori dicendo “Venite con me, vi faro’ pescatori di uomini e comando’ “andate dunque e fate discepoli tutti i popoli “.

I nostri sacerdoti sono questi pescatori e anche oggi la chiamata del Signore è impegnativa e porta i suoi operai che operano in assoluta gratuità ad essere aggrediti e martirizzati in ogni parte del mondo con atti e modalità diverse, ma tutte oltremodo violente ed ingiustificate.

S. Santità Giovanni Paolo II raccomandava ad ogni comunità cristiana, ad ogni fedele ed in particolare a noi Serrani, di promuovere le vocazioni, di incoraggiare e sostenere ogni fratello che mostri segni della chiamata alla vita sacerdotale ed alla consacrazione religiosa.

Nella lettera ai Seminaristi il Santo Padre il 18 ottobre 2010 scriveva: “ Avete fatto bene a farlo. Perchè gli uomini avranno sempre bisogno di Dio, anche nell’epoca del dominio tecnico del mondo e della globalizzazione: del Dio che ci è mostrato in Gesu Cristo e che ci raduna nella Chiesa universale,per imparare con Lui e per mezzo di Lui la vera vita e per tenere presenti e rendere efficaci i criteri della vera umanità”.

Il particolare riferimento che il Santo Padre fa alla Chiesa locale pone attualmente in primo piano la responsabilità del Serra attraverso il concretizzare nell’operare la sua vocazione, un comando ed una implorazione che devono assolutamente realizzarsi in preghiere e atti.

Le finalità del Serra sono rimaste immutate dalla sua nascita ed anzi viene ad essere aumentata la responsabilità del club rispetto ai bisogni dei sacerdoti in un equilibrato rapporto di preghiera ed azione.

A nessuno può sfuggire come questo percorso che iniziato dai fondatori con lo scopo di promuovere le vocazioni in uno spirito di amicizia, che prese il nome in onore dell’opera del beato Junipero Serra, e inserito nella Santa intuizione del Cardinale Siri, emerge prepotente oggi nelle richieste del Santo Padre alla Chiesa Locale.

Quando il Santo Padre nella “Pastores dabo vobis” chiede ai laici di ” contribuire e a mantenere le condizioni nelle quali il buon seme, seminato da Dio, possa mettere radici e dare frutti.”, chiama in causa in maniera responsabile il Serra che di questo compito si è fatto strumento vocazionale.

Pensate inoltre come è bello sentirci “accompagnatori e scudieri” di altri fratelli che sulla strada tracciata dai fondatori sono stati chiamati da Cristo ad essere pastori del Suo gregge.

Pensate alla bellezza di poter dire ad ogni nuovo sacerdote consacrato: “ sei tu la nostra speranza e il risultato del nostro impegno”

Ricordiamoci sempre che come già detto, quando un serrano getta un seme e lo sostiene  “Nascerà un albero. Non conosceremo gli uomini che si ripareranno sotto la sua ombra ma immutabile sarà il valore del gesto iniziale e del sostegno continuo”.

Per noi :  “La preghiera sarà la comunione con Cristo divinità – L’operare sarà la comunione con Cristo fatto Uomo”

Non dovremo mai dimenticare che “ se il Signore non costruisce la casa, invano si affaticano i costruttori (Sal 127;1)”

Ma siamo anche coscienti che con la Sua chiamata il Signore ci ha affidato il compito di sostenere e proteggere i suoi Santi Operai.

Tra pochi mesi, il 12 ottobre 2012, con la sua Lettera Apostolica il Santo Padre Benedetto XVI “ indice l’Anno della Fede.” Il Santo Padre mette in evidenza la gioia ed il rinnovato entusiasmo per l’incontro con Cristo.

Nell’omelia della S. Messa per l’inizio del pontificato affermava “La Chiesa nel Suo insieme, ed i Pastori in essa, come Cristo devono mettersi in cammino per condurre gli uomini fuori dal deserto, verso il luogo della vita, verso l’amicizia con il figlio di Dio, verso colui che ci dona la vita in pienezza, Con queste parole il Santo Padre ribadisce la responsabilità dei Sacerdoti, gli operai delle messi in questo santo compito implicitamente sprona i serrani che hanno scelto di assistere i Sacerdoti ed aiutare le scelte vocazionali, ad operare con spirito rinnovato e concreto seguendo l’esempio dei fondatori e le indicazione del Cardinale Siri.

Quelli che viviamo sono momenti storici molto difficili in cui le relazioni sociali si modificano con una velocità impressionante e i valori che ci accomunano vengono aggrediti continuamente.

Siamo però certi che rimangono come riferimenti solidi e scolpiti nella roccia della nostra fede i concetti di amicizia e dedizione allo sviluppo delle sante Vocazioni ed aiuto ai Sacerdoti.

Gianpiero Camurati

Preghiamo perché lo Spirito Santo e la Vergine Maria ci aiutino e sostengano nel nostro operare.

Gianpiero Camurati


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