La difesa integrale della vita

mag 16th, 2012 | By | Category: Mondo Cattolico

Tutti noi che siamo impegnati nella difesa della vita vediamo la lotta contro l’aborto come un elemento centrale e emblematico del nostro combattimento, per questo ci dobbiamo sforzare di ottenere l’abrogazione di tutte leggi o le decisioni giudiziali che permettano anche solo un singolo aborto. La vita è il dono fondante di Dio sulla quale si poggiano tutti gli altri doni. Allo stesso tempo il nostro compito non si esaurisce nella lotta contro l’aborto, dobbiamo guardare oltre per vedere come possiamo proteggere in forma integrale la totalità della vita umana dall’inizio biologico fino alla morte naturale. La stessa logica di dominio sulla vita che porta all’aborto serve come giustificazione alla eutanasia e al suicidio assistito. Se una persona può considerarsi in grado di decidere sopra la vita o la morte del bambino che porta in grembo, potrà anche considerarsi legittimata a prendere questa decisione sopra una persona in fine di vita di cui egli ha una tutela legale. Nessuno è proprietario della propria vita per questo nessuno ha diritto di chiedere l’eutanasia o il suicidio assistito. Nessuno ha diritto di giudicare se la vita di un persona umana è una “vita indegna di essere vissuta” e come conseguenza può essere eliminata. Questa è una definizione che spiana la strada all’eliminazione dei malati e degli disabili, permettendo che questi omicidi vengano giustificati con una motivazione morale apparentemente apprezzabile. Ci sono autori che parlano infatti di “morte caritatevole”. Questo diventa particolarmente grave quando lo stato si arroga il diritto di decidere quando una vita è degna di essere vissuta come accade in certi stati europei. Dietro questo approccio apparentemente filantropico a causa del prolungarsi della vita ed un aumento delle persone che soffrono demenza senile, sorge una forte motivazione economica per risparmiare alla comunità oneri pesanti di sostegno dinanzi alla impossibilità di guarigione. La vita è proprietà del Creatore dunque soltanto a lui spetta di decidere il tempo del suo inizio e il tempo della sua fine. Per questo non è ammissibile né l’eutanasia, né il suicidio, né la assistenza al suicidio, neanche nessuna forma di concezione artificiale nella quale la coppia o i medici decidono il tempo dell’inizio della vita.

Dobbiamo tutelare la famiglia che è la culla della vita e incoraggiare la generosità con la vita in questi tempi d’inverno demografico, perché una delle cause della deriva verso l’eutanasia è il crollo delle nascite. Dobbiamo fare tutto quello è possibile per garantire ai bambini i loro diritti naturali di nascere in una famiglia stabile costituita da un uomo e da una donna, e il diritto di essere concepiti naturalmente e non in una forma artificiale.

Se guardiamo alla storia dei tempi recenti vediamo come la società comincia a scivolare da una forma di immoralità ad altre peggiori in una progressione di antinaturalità a partire dalla legge che permette il divorzio civile. Qui vediamo come un’istituzione naturale, che ha come uno dei suoi elementi costitutivi l’indissolubilità, è stata trasformata in un’istituzione dissolubile. Questo accade per la volontà di queste cangiati maggioranze che determinano il contenuto della legge nelle democrazie contemporanee, procedure che sono state denunciate con fermezza da Giovani Paolo II . Non c’è molta differenza fra un matrimonio con divorzio più o meno facile, e una unione basata sulla mera convivenza nella quale i membri possono separasi a piacimento. Per questo il matrimonio con divorzio apre la strada al riconoscimento legale della libera convivenza cosa che è una contraddizione perché questa forma di convivenza si pone al di fuori delle norme legali. Se la natura dell’unione matrimoniale è manipolata e trasformata dall’uomo, si apre la porta a qualsiasi tipo di relazione antinaturale come l’unione di persone dello stesso sesso o anche unioni poligamiche.

Dobbiamo capire anche che la lotta per proteggere e intimamente legata con l’accettazione o il rifiuto della pienezza della Via, la Verità e la Vita che sono stata portata al mondo attraverso dell’Incarnazione del Verbo Eterno. Giovanni Paolo II nella Centesimus annus, dimostra come una società non può vivere senza Dio nel vuoto causato dall’ateismo. Conclude quest’analisi indicando come il Regno di Dio deve avere un effetto concreto nella vita delle società temporali illuminando l’ordine della società umana e penetrandolo con le energie della grazia.

Molti potranno dire che la maggior parte degli aspetti di una difesa omnicomprensiva della vita son accessibili alla ragione naturale, questo è totalmente vero, ma la conoscenza della legge naturale nella misura che si scende a norme più concrete e particolari è oscurata dalla debolezza della conoscenza umana, come spiega Santo Tommaso D’Aquino e da una pluralità di condizionamenti storici che limitano l’obiettività della conoscenza morale. Per questo è assolutamente necessario che il magistero della Chiesa sotto la guida dello Spirito Santo insegni con forza e chiarezza riguardo la condotta morale e riguardo nuove questioni che appaiono a causa degli sviluppi della Scienza e la Tecnologia. La divisione della Cristianità ha portato alcuni a proporre che dobbiamo basare i valori morali sulla ragione naturale. indipendentemente dalle confessioni religiose. Ciò non è possibile della difficoltà già menzionata nella conoscenza della legge naturale, e che al di fuori della Chiesa Cattolica è quasi impossibile trovare una difesa integrale ed ogni comprensiva della vita e la famiglia in tutti i suoi aspetti particolari. Nelle Chiese Orientali che per tanti aspetti sono ammirabili e vicine a noi, troviamo che permettendo secondi matrimoni come segnalava Benedetto XVI “hanno concesso possibilità di divorzio con grande leggerezza e che quindi il principio della indissolubilità, vera sacramentalità del matrimonio, è gravemente ferito.”

Alla luce di questi principi possiamo comprendere la gravità della legge 40 del 19 febbraio 2004 chiamata “Norme in materia di procreazione medicalmente assistita”. Questo titolo non risponde alla verità perché qui non è questione di assistere una funzione umana debole ma sostituire una funzione umana con una concezione artificiale. Come è mendace la prima parte del titolo della legge 194 del 22 maggio 1978 che si chiama, “Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza”.

Non possiamo essere d’accordo con quelli che sostengono che si deve cercare una corretta applicazione della legge 194 per cercare di limitare il numero di aborti. Dobbiamo avere presente che questa legge dal suo primo articolo è segnata da una totale equivocità. Questo articolo dice “La Repubblica …tutela la vita umana fin dal suo inizio”. Ma immediatamente ci possiamo domandare chi fra i difensori di questa legge sia disposto a definire l’inizio della vita con il suo inizio biologico. Si può cercare di limitare i danni causati da una legge in conformità con quello che stabilisce il p. 73 dell’Evangelium vitae, ma mai si possono accettare le basi ideologiche sulle quali poggia questa cosiddetta legge.

La legge 40 che introduce la fecondazione sessuale omologa, ha legalizzato una condotta che è contraria al diritto naturale e ai piani di Dio per l’uomo, che si aggiunge a molte altre norme di diritto positivo contrarie alla legge naturale. Questa legge è frutto di una visione prometeica della vita. Gli uomini dei nostri giorni credono che tutto sia loro possibile e pensano di essere i padroni assoluti del cosmo e i signori della vita. Alcuni vedono le radici di quest’atteggiamento nel pensiero illuministico. Quest’atteggiamento ha dietro di sé la vecchia tentazione demonica che ha fatto credere ai nostri primi genitori che potevano essere come Dio e diventare Signori della realtà, invece di accettare che l’uomo è solo un amministratore di una realtà spirituale e materiale che gli è stata concessa soltanto per il tempo della durata della sua vita su questa terra.

Dietro questa legge c’è una concezione nella quale i figli non vengono visti come un dono di Dio, ma come un diritto. Una coppia normale si sposa aspettando di avere figli, ma sa che questi figli sono un dono di Dio e li riceve con gratitudine “Un vero e proprio diritto al figlio sarebbe contrario alla sua dignità e alla sua natura. Il figlio non è una qualche cosa di dovuto e non può essere considerato come oggetto di proprietà: è piuttosto un dono, ‘il più grande’ e il più gratuito del matrimonio, ed è testimonianza vivente della donazione reciproca dei suoi genitori.” È molto importante fare l’analisi di questa mentalità di dominio sulla vita perché è un grave male in se stesso e dopo per le sue conseguenze immediate che sono la morte di migliaia d’esseri umani neo-concepiti. Questa procedura immorale causa anche la morte di un numero significativo di essere umani allo stato embrionale a causa dell’antinaturalità della procedura, un alta percentuale è rifiutata dal grembo della donna e ci sono fonti che indicano che cosi muoiono più del ottanta per cento degli embrioni.

La Chiesa ha sempre insegnato che esiste una connessione che non si può mai separare tra il significato unitivo e il significato procreativo dell’atto coniugale che l’uomo non può rompere di propria iniziativa. Questa connessione si rompe mediante la contraccezione che ha sganciato la sessualità dalla fecondità. La fecondazione extracorporea invece sgancia la fecondità dalla sessualità e in certo modo c’è una relazione fra mentalità contraccettiva e fecondazione artificiale. Di conseguenza qualsiasi tecnica che sostituisca l’atto coniugale deve essere considerata contraria ai piani di Dio. Per questo tanto l’inseminazione artificiale nella quale il concepimento avviene nel corpo della donna quanto il concepimento extracorporeo sono immorali.

La prova dell’antinaturalità del concepimento extracorporeo è l’incremento dei problemi medici che soffre la donna che utilizza questa procedura. Cominciando con lo stress psicologico che soffre la donna che normalmente si deve sottoporre a ripetuti tentativi causata dalla scarsa efficacia di questa procedura. Questa procedura richiede una superovulazione che è contro natura e che causa gravi problemi di salute alla donna e persino la morte. Gli aborti spontanei sembrano molto più alti che quelli sofferti da bambini concepiti naturalmente. Fra i bambini concepiti artificialmente c’è un aumento significativo di nascite premature, con basso peso e un aumento di problemi di salute.

In questa legge, si riconoscono alle coppie di fatto diritti analoghi a quelli riconosciuti alle coppie coniugate. la legge permette l’accesso alla fecondazione artificiale alle coppie di fatto il che costituisce una grave violazione dei diritti naturali dei figli di nascere in una famiglia stabile. Questo riconoscimento crea il pericolo che serva come antecedente alla concessione di un status legale a coppie omosessuali.

Infine si obbliga il contribuente Italiano a pagare una prestazione sanitaria immorale senza che sia possibile presentare la dovuta obbiezione della coscienza.

La difesa della vita deve essere percepita come parte fondamentale della edificazione del bene comune della società, come insegnava Giovanni Paolo II, “Agire a favore della vita è contribuire al rinnovamento della società mediante l’edificazione del bene comune. Non è possibile, infatti, costruire il bene comune senza riconoscere e tutelare il diritto alla vita, su cui si fondano e si sviluppano tutti gli altri diritti inalienabili dell’essere umano. Né può avere solide basi una società che — mentre afferma valori quali la dignità della persona, la giustizia e la pace — si contraddice radicalmente accettando o tollerando le più diverse forme di disistima e violazione della vita umana, soprattutto se debole ed emarginata.” Dopo Giovanni Paolo II aggiunge con profondo realismo, “Infatti, non ci può essere vera democrazia, se non si riconosce la dignità di ogni persona e non se ne rispettano i diritti.”

Un elemento fondante del bene comune è la tutela attiva della vita, un impegno attivo per l’instaurazione di una società giusta e ben organizzata sotto la Regalità di Cristo dove si viva la fede con profondo amore alla verità, e che come conseguenza si amministrino bene tutte le risorse sociale ed economiche per assicurare una crescita sociale ed economica in termini reali. Un elemento fondamentale di questa lotta per instaurare il bene comune è la generosità con la vita, perché l’egoismo con la vita frutto della paura di vivere, è causato da una mancanza di speranza per carenza o povertà di fede e questo porta direttamente o indirettamente all’aborto, l’eutanasia e a tutti i tipi di aggressione alla famiglia. Questo avviene perché senza una visione forte del futuro che poggia sulla fede è difficile prendere l’impegno permanente che si trova nella essenza del matrimonio. Una fede vissuta stimolerà la generosità dei matrimoni con la vita e una sana politica socio-economica darà alle coppie la necessaria sicurezza materiale per portare avanti questa missione.

Vorrei concludere sottolineando che un elemento fondamentale dentro alla presentazione missionaria della fede è una promozione coraggiosa e integrale degli insegnamenti della Chiesa su vita e famiglia, tutti sono collegati, e l’abbandono di uno di questi insegnamenti porta al’attacco di tutti gli altri. Dobbiamo inaugurare, in un certo senso, “una nuova epoca di annuncio del Vangelo … perché, dopo duemila anni, una grande parte della famiglia umana ancora non riconosce Cristo, ma anche perché la situazione in cui la Chiesa e il mondo si trovano presenta particolari sfide alla fede religiosa”. Come rilevava ieri il Santo Padre “l’annuncio del Vangelo non poche volte comporta difficoltà e sofferenze; la crescita del Regno di Dio nel mondo, infatti, non di rado avviene a prezzo del sangue dei suoi servi.” Sappiamo che la predicazione del Vangelo della Vita è particolarmente ostacolata, da un mondo dominato dal relativismo e dall’edonismo, ma allo stesso tempo non dobbiamo mai dimenticare che niente è impossibile a Dio e che la sua grazia sarà sempre con noi se rimaniamo fedeli alla nostra missione e che l’intercessione della Santissima Vergine Maria ci proteggerà sempre.

Mons. Ignacio Barreiro Carámbula

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