Mons. Fisichella: “Siamo in crisi perchè abbiamo messo da parte Dio”

mag 11th, 2012 | By | Category: Primo Piano

S.E.R. Rino Fisichella

“Siamo in una drammatica crisi di fede, una profonda e grave crisi di fede, che inizia proprio da noi, perché se il mondo non crede, probabilmente è anche perché la nostra testimonianza non è così forte e convinta come dovrebbe essere”. Lo ha detto, ieri mattina, a Pompei, mons. Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, nell’omelia della Messa che ha preceduto la supplica alla Beata Vergine del Rosario.

Per il vescovo, “siamo caduti nella trappola della cultura di questo mondo, non riescono più a riconoscere i figli di Dio, e di questo dobbiamo assumerci la responsabilità”.

Per mons. Fisichella, “se anche noi non crediamo, ad esempio, nell’amore del matrimonio, non crediamo più che veramente può esserci un futuro, che possiamo ancora ricercare e vivere nella Verità”, “se anche noi che abbiamo queste certezze non le viviamo nella nostra vita, la crisi di fede diventerà sempre più profonda”. Occorre “una nuova evangelizzazione, recuperare la nostra fede, convincerci che l’assenza di Dio è un dramma nell’uomo”. “Nessuno di noi – ha osservato – ha mai vissuto una crisi così profonda, una crisi economica, finanziaria, antropologica, economica. L’uomo è in crisi, ha paura, non ha più un futuro davanti a sé”. “Non abbiamo mai vissuto una crisi così profonda proprio perché abbiamo messo Dio in disparte nella nostra vita.

Riprendiamo coraggio!”, è stato l’invito di mons. Fisichella. Ricordando le parole di un filosofo del 1800, Søren Kierkegaard – riferisce l’agenzia Sir – il presidente del Pontificio Consiglio ha evidenziato che “il martirio dei nostri giorni” è “il metterci in ridicolo, l’essere trattati come cittadini di serie B, noi che abbiamo portato con la nostra storia il progresso, il farci passare per quelli che non vogliono il progresso. Noi che abbiamo portato la scienza, siamo considerati come quelli che sono contro la conquista scientifica, mentre noi vogliamo solo che la conquista scientifica abbia ad essere regolata nell’uso che ne viene fatto, non nella conquista, ma nell’uso che non deve discriminare nessuno, perché davanti alla conquista della scienza non può esserci chi ne beneficia perché è ricco e chi rimane emarginato perché è povero”.

fonte: Radio vaticana

Tags: , , ,

Comments are closed.