Sulle orme di Pietro e Paolo, ovvero arte, tradizione e fede

mag 3rd, 2012 | By | Category: Il Serra nel Mondo

“Sulle orme di Pietro e Paolo: Viaggio nella vita Cristiana” era questo il tema del percorso vissuto attraverso un variegato e stimolante pellegrinaggio a Roma, nella fantastica e pia Città Eterna, organizzato, nel primo week-end dopo Pasqua, dal Presidente del Club Serra di Brindisi, dott. Angelo Pomes, con l’imprescindibile contributo di don Giuseppe Satriano, quale fondamentale guida spirituale.

Un mix di appuntamenti con la fede, con la storia, con le tradizioni, con l’arte, partendo proprio dalla vita dei Santi Pietro e Paolo, che hanno “scosso” positivamente, dal punto di vista spirituale e cognitivo, l’intero gruppo del Serra che ha preso parte all’iniziativa. La seconda nel suo genere, dopo quella dello scorso anno fatta ad Assisi incentrata sulle figure di Francesco e Chiara.

E, da parte sua, l’intero gruppo si è lasciato scuotere liberamente, senza tentennamenti, senza se e in maniera totale da quanto visto, ascoltato (soprattutto!) e letto in quei tre giorni di puro e inebriante bagno nell’oceano dei veri sentimenti, delle vere passioni dello Spirito, del vero amore, della reale eternità, della smisurata pace e dell’incommensurabile bellezza di Dio.

Una bellezza che, giorno dopo giorno, ora dopo ora, minuto dopo minuto, secondo dopo secondo, chilometro dopo chilometro, passo dopo passo assumeva diverse forme, diversi corpi, diverse sensazioni, ma che era riconducibile ad un’unica mano; quella mano tesa a tutti noi, con pazienza e con infinito amore e garbo, da Gesù, Nostro Signore, sin dalla Notte dei Tempi, dal tempo della sua Morte e della sua Resurrezione.

Una mano che ha ridato quella speranza necessaria per vivere gioiosamente la propria particolare vita, quella che gli è stata assegnata da Dio, sia nel mondo laico che in quello clericale.

E stata una escalation di fortissime emozioni, come l’incredibile esperienza che ha inondato di autentiche cascate di amore il cuore di ogni fedele che ha intrapreso questo viaggio. L’incontro con le Suore della Carità di Madre Teresa di Calcutta. In particolare, con suor Elena, una donna che aveva in animo, da giovane, tutt’altro percorso per la sua vita. Un percorso simile a tanti altri, ma probabilmente incompleto per l’assenza della Parola di Dio in tutta la sua bellezza, interezza e complessità. Quella Parola che è stata poi alla base del percorso di conversione di Saulo di Tarso, divenuto poi Paolo, e successivamente San Paolo, l’Apostolo più importante dopo Pietro, nella famosa cavalcata sulla via di Damasco a “caccia” dei cristiani. Quella Parola che ci guida nella nostra vita. Ecco, nelle suore della Carità abbiamo rivisto ciò che capitato a Paolo e, prima ancora, a Pietro. Una rinuncia alle inutili esteriorità e apparenze, un abbraccio al Cuore e alla propria Coscienza. Alla Fede.

Ma importante è stata anche la visita alla “cella” di Madre Teresa di Calcutta. Lì, uno spazio non superiore a 3-4 metri quadrati, dove Madre Teresa si riposava ma pregava soprattutto per gli altri, per coloro che sono stati dimenticati dal mondo terreno e lasciati del tutto al proprio destino dai ritmi frenetici della vita moderna. Guidati, però, da Dio, attraverso le parole, le mani, l’amore e la fede di Madre Teresa, in un’altra dimensione, quella della speranza e dell’attesa. Ogni angolo della cella trasudava della testimonianza e della fede vera e propria di Madre Teresa. Una fede e una speranza che si sono materializzate poco dopo, durante la celebrazione della Santa Messa, officiata dal Don Satriano, nella casa dell’accoglienza. Noi tutti tra i poveri e i dimenticati provenienti da ogni angolo della Terra. Noi tutti tra gli ammalati, tra i sofferenti di quella zona della Capitale. Noi tutti tra i nostri simili. Situazioni che viviamo giornalmente, nella nostra vita, ma che spesso ignoriamo. Ecco, quello è stato uno “schiaffo” che ci ha svegliato dal torpore e dall’inerzia. Quella stretta di mano, nel segno della Pace, ci ha ridato vigore e la forza per andare avanti. Non sarà facile, ma la “pacca” sulla spalla ricevuta dal Signore aiuterà tutti, agevolando il compito di ognuno di noi. Quello di non aver paura di esternare, di divulgare la Parola di Dio.

In tutta questa magia, ha avuto un diverso significato persino la visione di un’opera d’arte che tutto il mondo ci invidia: la Pietà di Michelangelo, all’interno della Basilica di San Pietro in Vaticano. Un angolo della Basilica che, preda troppo frequentemente di turisti “mordi e fuggi”, merita invece la massima attenzione e meditazione. Vista sotto altro aspetto e con l’ausilio delle affascinanti parole di Suor Rebecca, Missionaria della Divina Rivelazione (altro momento particolarmente e spiritualmente intenso l’incontro con il suo carisma), la “Pieta” si è rilevata per tutto il suo valore, non artistico, ma religioso. Maria, in quanto Immacolata, proprio per questo è rappresentata col il volto più giovanile di suo Figlio Gesù, a testimoniare il “senza peccato” e il momento del concepimento del Figlio. E poi il suo atteggiamento, soprattutto con la mano sinistra, quasi a invitare alla meditazione, nell’atto della consegna simbolica del Figlio a tutti noi. O il contatto tra un piede di Gesù Cristo morto, tra le sue braccia, con un mezzo tronco di Ulivo, a ricordare a tutti la Pace. Insomma, l’opera racchiude in sé tutto il “Mistero” umano, così come fu immaginato da Michelangelo, senza ricevere influenze o suggerimenti particolari dai suoi committenti. E’ questo il vero significato. Ecco perché è ubicata nella Basilica più grande del Mondo.

E poi, seguendo il percorso intrapreso dal Serra Club, riflessioni importanti sono state fatte nell’avvicinarsi alla Tomba-Sepolcro di Pietro, alla Tomba-Sepolcro di Paolo, al martirio di uno e al martirio dell’altro. Inevitabili, a questo punto, anche l’incontro con la Carità delle suore Vincenziane nella Città del Vaticano, con Suor Paola in particolare, e con la visita del Dispensario Pediatrico sempre in Vaticano. Un altro atto di amore verso i bambini in difficoltà.

Tutto questo enorme bagaglio di spirito e di conoscenze è stato racchiuso tra la tappa iniziale del viaggio, con visita al Santuario francescano di Greccio, e quella finale, con visita al Sacro Speco di Subiaco.

Così come dopo il ritorno da Assisi lo scorso anno, anche il ritorno da Roma, per il Serra club di Brindisi, è stato come un inizio ad una nuova Vita, con la consapevolezza di aver ricevuto nei nostri piccoli, piccoli cuori un grande Dono: la conferma dell’Amore di Dio, della Speranza e della Fede.

Renato Rubino

Tags: , , , , , ,

Comments are closed.