Don Mariano Arciero presto Beato

mag 3rd, 2012 | By | Category: Primo Piano

Il Distretto 72 promuove il convegno “Mariano Arciero, un esempio di santa vocazione” in preparazione della prossima beatificazione di Mariano Arciero. Si svolgerà a Contursi (SA) , luogo natale del beato, il 4 maggio 2012 presso l’hotel Terme di Tufaro. Nel saggio “Gocce di sorgente”- esempi vocazionali , era stata descritta da Viviana Normando (Direttore responsabile di questo portale serrano) la figura del santo sacerdote , umile e ricco di virtù, dedito alla carità ed innamorato della “Mamma bella”, che si riporta qui di seguito

“La tomba è di creta, è lo Spirito Santo che vi soffia” (M. Arciero)

E’ stato Mons. Salvatore Siani, già Parroco di Contursi Terme in provincia di Salerno a rendersi promotore della traslazione delle ossa nella sua città natia, nel 1950, del Venerabile Sacerdote Don Mariano Arciero. Oggi il continuatore della promozione indefessa delle virtù del Sacerdote è il Rettore della Parrocchia di S. Maria degli Angeli della stessa città, Rev.mo mons. Salvatore Spingi, successore di Siani, ad oggi impegnato nel processo della Causa di Beatificazione del Sacerdote, la cui sede della Postulazione è proprio Contursi Terme (1).

Don Mariano Arciero, nato a Contursi il 26 febbraio 1707 e morto a Napoli il 16 febbraio 1788, merita di essere considerato più che mai un riferimento pio per le vocazioni e per i ministeri sacerdotali.

La trattazione di tale luminoso esempio nel presente quaderno serrano ci è stato suggerito da un amico del Serra Club, Salvatore Pignata membro dell’Associazione dei Santi Pietro e Paolo, l’Associazione della Casa del Papa, proprio in concomitanza della riapertura del processo di beatificazione del Sacerdote.

Dal momento che è stata espletata la necessità che associazioni e gruppi aderiscano, al fine di sostenere la Causa del Venerabile Sacerdote, abbiamo deciso di scriverne sia per divulgarne le rare doti come punto di riferimento per le vocazioni e per i ministeri sia per dare un contributo serrano, intanto in promozione e preghiera.

Postulatore della Causa è Don Francesco Rivieccio, Sacerdote diocesano di Torre del Greco, Vice Postulatore è Italo Mastrolia, Avvocato in Roma insieme a Don Salvatore Spingi.

L’auspicata cerimonia di proclamazione del beato verrà presieduta dall’Arcivescovo di Salerno, Campagna e Acerno, competente in virtù delle nuove norme in materia volute da Papa Benedetto XVI.

Per tracciare le virtù alle quali i sacerdoti si possono ispirare ci riferiamo al quaderno che proprio Mons. Salvatore Siani realizzò per far conoscere l’operato del Venerabile negli anni 80, quando scrisse per primo a Roma al momento del primo miracolo di Don Mariano Arciero che una Commissione del Vaticano giudicò positivamente. Poi redige nella sua introduzione a quello che doveva essere un testo solo per i Contursani ma che oggi è di molti altri, che si dovette fermare per dedicarsi alla ricostruzione della Chiesa di S. Maria degli Angeli, gravemente danneggiata dopo il terremoto del 1980, edificio fatta restaurare di recente da Mons. Spingi.

Le qualità del Sacerdote descritte da Mons. Siani sono: l’essere un predicatore instancabile, la fede, la speranza, la carità, la prudenza, la giustizia, la fortezza, la temperanza, l’umiltà, la devozione filiale verso “la mamma bella”.

Ma dapprima raccontiamo nelle linee essenziali la biografia di Mariano Arciero (2).

Il venerabile Mariano Arciero nacque a Contursi da una famiglia molto povera. Ad otto anni, andò a servizio in casa Parisio, dove uno dei membri, don Emanuele, lo prese sotto la sua personale cura, facendolo collaborare nelle sue missioni, per far insegnare il catechismo ai fanciulli. A 22 anni trasferitasi a Napoli, frequentò la Congregazione Eucaristica, fondata dal gesuita Francesco Pavone di Catanzaro e che aveva preso il nome di “Conferenza”, iscrivendosi il 21 dicembre 1729. Al Collegio Massimo dei Gesuiti, studiò lettere e filosofia, mentre don Emanuele Parisio gl’insegnò teologia e gli costituì un patrimonio, facendolo ordinare sacerdote il 22 dicembre 1732. In breve tempo don Mariano Arciero divenne un modello per il clero napoletano, per la sua inclinazione alla carità, coltivata sin dai primi anni della sua giovinezza, fu apostolo attivo nei fondachi, nei vicoli, nell’ospedale e nell’arsenale.

Gennaro Fortunato, canonico della cattedrale di Napoli, divenuto vescovo di Cassano sullo Ionio nel 1729, lo volle nella sua diocesi, dandogli incarichi in piena libertà, sia per le missioni, sia per la costante riforma del clero e degli Istituti religiosi femminili. Dedicava fino a sei ore al giorno all’istruzione dei fanciulli ed alla predicazione, ottenendo strepitose conversioni, la fama della sua instancabile opera superò i confini della diocesi di Cassano, per cui fu invitato a svolgere la sua missione anche nelle diocesi vicine; per questo venne chiamato “Apostolo delle Calabrie”. Il Vescovo Fortunato lo nominò prima parroco di Altomonte e poi della Chiesa dell’Annunziata in costruzione a Maratea, infine gli assegnò la direzione spirituale delle congregazioni di ecclesiastici e di laici. Particolare cura ebbe per le Clarisse di Castrovillari per le quali costruì un nuovo convento e nella stessa città fondò il “Ritiro delle pentite”, che assistette sempre con aiuti, anche quando lasciò la Diocesi di Cassano. Infatti dopo la morte del Vescovo nel 1751, egli ritornò a Napoli. S.E. il Cardinale Arcivescovo Antonio Sersale gli affidò la guida del Convitto diocesano o terzo seminario e la sorveglianza sulla disciplina del clero. Nel 1768 fu nominato padre spirituale della già citata Congregazione della Conferenza e in tale compito, con l’aiuto di amici e ammiratori fece costruire una Chiesa più grande detta dell’Assunta, più adatta per accogliere gli iscritti sempre più numerosi. E in questa Chiesa volle essere sepolto quando morì a Napoli il 16 febbraio 1788; santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe, la mistica terziaria alcantarina ‘monaca di casa’, vide la sua anima portata in cielo dagli angeli. La salma rimase esposta per tre giorni per il continuo accorrere dei fedeli napoletani, che volevano rendergli l’ultimo saluto e che purtroppo staccavano pezzi dell’abito talare da portar via come reliquie, abito che fu sostituito più volte. Per i numerosi miracoli che avvenivano per sua intercessione, già nel 1829 la Congregazione dei Riti autorizzò l’inizio dei processi per la sua beatificazione, a Napoli ed a Cassano sullo Ionio. Nel 1951 dopo la ricognizione, il suo corpo fu trasferito a Contursi, sua città natale; il 14 agosto 1954 fu dichiarato venerabile (3).

Citiamo come sua attività di predicatore instancabile la predicazione che Don Mariano Arciero ha compiuto, intesa come vera e propria evangelizzazione, a Napoli, nella Chiesa di S. Gennaro all’Olmo e S. Maria in Porto Salvo (4).

“Nella prima vi predicò per 33 anni. Non accettò nessun compenso. Le sue prediche – scrive Siani (5) – duravano sino a due ore: non solo il popolo non si stancava, ma erano ascoltate anche dai sacerdoti e dallo stesso Arcivescovo di Napoli. Quando veniva richiesto da alcuni Sacerdoti di volere qualche predica scritta, D. Mariano rispondeva che “quello che diceva in Parrocchia era opera di Dio”. “Badate – diceva agli uditori – approfittatene delle mie parole poiché sebbene la tromba è di creta, è lo Spirito Santo che vi soffia”. Nella seconda Chiesa fu invitato a tenervi un quaresimale. Poi vi predicò tutti i giorni festivi. Destava meraviglia che ormai vecchio e sofferente, resisteva tanto a predicare. Spesso doveva montare sul pulpito sorretto quasi di peso”. Questa ultima immagine rievoca la santità e ci ricorda gli ultimi anni di vita di S.S. Giovanni Paolo II.

“In questo periodo a Napoli – continua Siani – nel 1782 accettò di scrivere un’opera divisa in 12 istruzioni, chiamata ‘Pratica della Dottrina Cristiana’ volendo far trarre quattro frutti dalla vita cristiana: ‘un solo amore verso Dio sommo bene, unito alla carità verso il prossimo; un solo timore, cioè il timore di Dio; un solo impegno, cioè il salvarsi l’anima; un solo odio verso il peccato che è il sommo male’. Vi sono esposte tutte le verità evangeliche per essere ‘latte per i fanciulli e cibo per tutti”.

In merito alla fede di Don Mariano era tanta che fu ‘un uomo ricco di fede’. Egli era solito affermare: “quanto meno capisco, tanto più credo”; non voleva significare che basta credere senza approfondire i misteri, ma escludeva la pretensione a voler comprendere tutte le verità di fede che sono state rivelate da Dio che per gli uomini restano un mistero come sono un mistero molte verità naturali. E diceva: “Umiliatevi, credete ed adorate, perché verrà il giorno in cui svelatamente vedremo quello che ora non possiamo capire”.

Spesso parlava del Sacerdozio in questi termini: “forse il Sacerdozio si paragonerà agli Angeli? Ma chi fra gli Angeli ha la potestà di far scalare dal cielo in terra un Dio? Forse Mamma Bella? Ma una sola volta questa, mediante otto parole ‘Ecce ancilla Domini, fiat nihi secundum Verbum tuum’. Fece scalare Gesù dal cielo in terra. Il Sacerdote sempre e quando a lui piace, con minori parole, lo fa cadere dal cielo in terra. La potestà del Sacerdote è la stessa potestà di Dio a lui conferita’. Caratteristica di D. Mariano era l’alta stima del sacerdozio istituito da Cristo nell’ultima Cena”.

“L’altra virtù teologale è la speranza (6) che deve essere tenuta presente nella nostra vita: speranza di salvarsi. Spesso D. Mariano concludeva le sue prediche con l’espressione del Salmo: ‘In te o Signore, ho sperato; non sarò confuso in eterno”. Egli sperava di salvare, con le sue fatiche apostoliche, tante e tante anime. ‘Abitare in un tugurio, prendere il cibo in carità del Seminario; vestirsi per elemosina dei benefattori e dispensare ai poveri quanto poteva generosamente – un suo pensiero e gesto perenne furono i doni al ‘Ritiro delle Pentite’, alle Clarisse di Castrovillari -; vegliare alla mortificazione dei sensi; rinnegare la propria volontà e portare sempre la Croce di Gesù Cristo, erano le prove della sua viva speranza ai beni del Cielo e nulla c’era sulla terra che lo allettasse”.

“La Carità (7) è quella virtù teologale che ci induce ad osservare il primo dei due comandamenti della Carità: amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutta la mente, il cuore come simbolo dell’amore, l’anima come la forza motrice di tutto l’uomo, la mente per dire che è mobilitata tutta l’intelligenza, nel collocare Dio sopra e dentro la realtà dell’uomo. ‘Chi è nella carità è in Dio’ dice S. Giovanni. L’importante è capire che in questa carità, bisogna abitarci in permanenza. D. Mariano non perdette mai questo contatto con Dio. Era sempre presente e raccolto dovunque si trovasse. Vegliava le notti in preghiera, amava trattenersi dinanzi alle immagini del Bambino o del Crocifisso. Riguardo al Bambino, ereditò dai suoi genitori questa devozione (8). Spessissimo lo si vedeva in atteggiamento di adorazione del SS. Sacramento: si fermava per ore intere, egli diceva ‘che erano quelle ore la gioia più bella, l’amor mio, il carcerato d’amore, pazzo d’amore senza poter impazzire’. Sembrava un Serafino”.

“La Prudenza (9) faceva dare alle azioni un fine che D. Arciero proponeva a se stesso ripetendo: “Signore, indirizzo a Voi tutte le azioni di questa giornata. Tutti i giorni che viveva il Venerabile erano un atto di amore a Dio. Era richiesto in tutta la città per consigli, sia per cose spirituali che per quelle materiali, tanto che divenne l’oracolo della metropoli. Egli era efficace nelle sue sentenze e parco nelle sue parole e concludeva sempre le conversazioni con l’esortazione a pregare. Era prudente nello spirito”.

“La Giustizia (10), come scrive S. Tommaso d’Aquino riguarda i doveri verso il prossimo, nel dare a ciascuno il suo”. Ciò comportò che volle saldare il debito di un servizio di un calzolaio che aveva lavorato sui suoi sandali logori e che non voleva nulla o che remunerò perché rimanessero contenti e soddisfatti gli operai che costruirono in Calabria le Chiese di Castrovillari, di Altomonte e a Napoli della Congregazione. Raccomandava la giustizia nella restituzione ‘anche cominciando dal restituire uno almeno, non potendo restituire dieci”.

“La Fortezza (11) scrive Sant’Ambrogio sostiene una guerra implacabile contro tutti i vizi; invitta nei travagli, coraggiosa nei pericoli, rigida contro gli allettamenti del piacere. Il Venerabile sapeva bene che ‘il Regno di Dio si acquista con la violenza’. Interrogato su come facesse a reggere i dolori che soffriva, rispondeva: ‘non sono quelli dei Martiri, né simili alle anime del Purgatorio’.

“La temperanza (12) fu praticata dal nostro Venerabile con il desiderio di essere castigato nel cibo. Quello che mangiava era appena sufficiente a sostenere la sua vita. Lasciava una porzione del suo pranzo, amministratogli in Seminario, affinchè l’astinenza del digiunante fosse la refezione del povero. Diceva che la temperanza all’anima giova non meno che al corpo; esitava ad andare il carrozza per qualche visita, affermando: ‘a me manca il tempo non la carrozza”.

“L’Umiltà (13), fondamento di tutte le virtù per Sant’Agostino, faceva sì che Mariano Arciero si considerasse ‘il minimo fra tutti’ e dichiarava di avere fatto il servitore, il caprarello, il porcarello e di essere figliolo di una lavandaia, la quale sosteneva la famiglia nel trasportare acqua”.

“La devozione filiale verso la mamma bella (14) era un’altra caratteristica di Don Mariano, poiché tutti i santi si sono distinti nella devozione alla Madonna, memori che ‘coloro che operano con la mia intercessione, non peccheranno; e quelli che mi vorranno bene, avranno la vita eterna. Don Mariano che dalla madre aveva ricevuto un nome che indicava Maria come scelta, insieme al latte materno aveva, come succhiato, la devozione alla Madonna che chiamava, familiarmente ‘Mamma Bella’ e soleva salutarla con l’espressione ‘Viva Gesù e Maria’ e la risposta era sempre ‘Oggi e Sempre’. In Calabria introdusse il saluto che poi passò in uso. Anche a Napoli era solito salutare in tal modo. E voleva che ogni cristiano, svegliandosi al mattino e prima di addormentarsi la sera, baciando a terra dicesse: ‘sia lodato Gesù e Maria’. Iniziando a scrivere la pratica della Dottrina Cristiana invocò l’intercessione di Mamma Bella e scrisse espressamente che la prima lezione da darsi ai cristiani sia quella dedicata alla Madre di Dio. Il Rosario lo recitava tutti i giorni e, spesso, in compagnia di Sacerdoti. Bisogna notare che il Venerabile era costante e fermo nella devozione alla Madonna Assunta in Cielo che sarà proclamata dal Papa Pio XII Verità di Fede il primo novembre 1950. Anzi volle la sua sepoltura nella Chiesa dell’Assunta, da lui ricostruita, della Congregazione. E morirà di sabato, giorno consacrato alla Madonna. Colà le sue ossa riposarono dal febbraio 1788 sino al 15 ottobre 1950: 172 anni quando furono portate a Contursi Terme”.

Oggi grazie a Mons. Salvatore Spingi è stato possibile, in occasione dell’anno paolino, che tutti potessero venerare insieme, proprio a Contursi Terme, i due grandi Sacerdoti, il Venerabile Don Mariano Arciero, definito “Apostolo delle Calabrie” e il Beato Vincenzo Romano, in un grande evento presieduto da S. Em.za Rev.ma il Sig. Cardinale Renato Raffaele Martino (15).

In questa occasione così disse Mons. Spingi: “Carissimi Fratelli e Fedeli tutti, ritengo che siano stati, per tutti noi Contursani, una grande gioia ed un grande onore l’aver potuto celebrare solennemente l’Anno Giubilare del III Centenario della Nascita del Nostro santo Concittadino, don Mariano Arciero, avvenuta qui a Contursi il 27 febbraio 1707. E la Provvidenza ci riserva, ancora, questa Grazia: ospitare – a conclusione di tale esperienza commovente – il Corpo del Beato Sacerdote don Vincenzo Romano, di Torre del Greco (Napoli), che del nostro santo è stato discepolo e figlio spirituale, negli anni della sua formazione nel Seminario Arcivescovile di Napoli. Potremo andare, nei prossimi giorni, in devoto pellegrinaggio alla Santità di questi due Grandi Sacerdoti e ricevere – certamente – le sospirate grazie, per noi e per tutti i nostri ammalati, che sapremo chiedere con cuore umile e sincero, nonché riconciliato con il Padre e con i Fratelli. Disponiamoci a questo rinnovamento di vita e facciamoci guidare dalla certezza che sarà “Dio stesso che ci viene a cercare sulle strade della nostra vita. Un saluto ed un augurio a tutti Voi”.

Tra i detti (16) di Don Mariano Arciero ricordiamo: “Per rimediare alla rovina dell’anima, tutto si può, se si vuole, colle lacrime di vera penitenza. Con queste certamente si risuscita l’anima”. “Eternità. Immortalità. Iddio. Anima. Dannazione. Salute eterna. Morte, che non finisce di vivere. Vita, che non teme di morire. Questi nomi mi riempiono il pensiero. Questi mi riempiono il cuore. Tutto il resto niente vale”.

Viviana Normando

Note

1 Si consulti il sito www.marianoarciero.it, alla voce “Postulazioni”.

2 La vita e i documenti ritrovati inerenti alla sua attività possono essere approfonditi sul piccolo volume menzionato di Salvatore Siani e sul recente libro: S. Bini, Don Mariano Arciero, il Gran Servo di Dio. L’esemplare di vita missionaria dell’Apostolo delle Calabrie, vissuto nel secolo XVIII”, Salerno, 2009. Ad esempio in riferimento “all’amore per la mamma bella” Don Mariano Arciero era solito definire la Congregazione dei Preti Missionari di Napoli, detta della Conferenza e intitolata alla Vergine Maria Assunta in cielo, la ‘Scuola di mamma bella’. Da S. Bini, Don Mariano Arciero, il Gran Servo di Dio. L’esemplare di vita missionaria dell’Apostolo delle Calabrie, vissuto nel secolo XVIII”, Salerno, 2009, p. 127.

3 La presente sintesi biografica è stata tratta dal sito di Contursi Terme, www.contursiterme.com.

4 Tutte le citazioni a seguire sono contenute nel volumetto di mons. Salvatore Siani, Breve Vita del Venerabile Sac. D. Mariano Arciero, Contursi Terme, anni 80, p. 10, che meriterebbe una ristampa.

Siamo convinti che la prima opera formulata da colui che è strumento di un percorso di conoscenza e valorizzazione che poi ha portato oggi alla Postulazione sia da ritenersi la fonte, la sorgente della gente. Spesso le Parrocchie sono solite realizzare opuscoli, in un numero limitato di copie, preziosi testimoni di fede, di devozione popolare, per diffondere in tutti i cuori l’ardore della propria vocazione e divenire persino simbolo e fondamento dell’identità culturale e cristiana di quel determinato territorio. E’ per questo motivo che prevalentemente in questo umile approccio alla propagazione del già noto Mariano Arciero abbiamo tratto spunto in particolare dal breve scritto di Mons. Siani, senza nulla precludere ai lavori successivi, fatti di puntualizzazione e rinvenimento di notizie esaustive della sua vita.

5 S. Siani, Breve Vita del Venerabile Sac. D. Mariano Arciero, Contursi Terme, anni 80, p. 11.

6 Ibidem, p. 12.

7 Ibidem, p. 13.

8 Ritorna anche nella vita di Don Mariano Arciero il concetto della vocazione nata in famiglia. Si veda l’introduzione del presente quaderno serrano in riferimento agli esempi di Timoteo, Papa Giovanni XXIII, Madre Teresa di Calcutta e S. Francesco di Assisi che in seguito alla rivelazione dirompente di Dio riconobbe nella voce che gli parlava anche i precetti della mamma.

9 Ibidem, p. 15.

10 Ibidem, p. 16.

11 Ibidem, p. 17.

12 Ibidem, p. 18.

13 Ibidem, p. 20.

14 Ibidem, p. 20.

15 Si vedano gli articoli pubblicati sulle pagine del Gruppo Comunicare Italia.it della Fondazione Paolo di Tarso che ha seguito l’evento con la traslazione dei due santi: su www.paoloditarso.it, www.vaticanese.it.

Di seguito ad esempio il seguente il testo di annuncio dell’evento voluto da Mons. Spingi, “A Contursi Terme i due grandi Sacerdoti insieme: Mariano Arciero e il Beato Vincenzo Romano”. Una pagina di storia.

Fonte: Viviana Normando – Il Vaticanese.it. In occasione delle celebrazioni conclusive del III Centenario della nascita del Ven. Sacerdote Don Mariano Arciero si compirà la peregrinatio del Corpo del Beato Vincenzo Romano.

Essendo la Fondazione Culturale “Paolo di Tarso” impegnata nel progetto Itineraria, il nuovo sistema informativo che illustra e segue la peregrinatio delle Sacre Reliquie di San Francesco di Paola nelle dodici diocesi della regione Calabria e visibile nel portale www.francescodipaola.info non si può non segnalare l’evento straordinario che si terrà anche a Contursi Terme, in Provincia di Salerno, che vivificherà e farà conoscere le tradizioni cristiane non solo del luogo ma anche della regione Campania e che consentirà a tutti la venerazione dei due grandi Sacerdoti, il Venerabile Don Mariano Arciero, definito “Apostolo delle Calabrie” e il Beato Vincenzo Romano. Interverrà anche S. Em.za Rev.ma il Sig. Cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente del Pontificio Consiglio “Giustizia e Pace”, con il titolo di Cardinale Diacono di San Francesco di Paola ai Monti e membro del Comitato di patrocinio del Coordinamento internazionale per il Decennio di una cultura della non violenza e della pace (2001-2010) e Presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti. A Contursi Terme l’evento solenne e altamente significativo è stato annunciato congiuntamente dal Rev.mo Mons. Salvatore Spingi, Parroco della Chiesa di S. Maria degli Angeli di Contursi, promotrice delle Celebrazioni, dal Rev.mo Mons. Giosuè Lombardo, Parroco di Santa Croce in Torre del Greco, dal Rev.mo Mons. Francesco Rivieccio, postulatore della causa di Beatificazione e dai Fratelli Francescani missionari. Queste le parole rivolte ai fedeli, espresse dal Rev.mo Mons. Salvatore Spingi e firmate dalle autorità ecclesiastiche preposte alle Celebrazioni: “Carissimi Fratelli e Fedeli tutti, ritengo che siano stati, per tutti noi Contursani, una grande gioia ed un grande onore l’aver potuto celebrare solennemente l’Anno Giubilare del III Centenario della Nascita del Nostro santo Concittadino, don Mariano Arciero, avvenuta qui a Contursi il 27 febbraio 1707. E la Provvidenza ci riserva, ancora, questa Grazia: ospitare – a conclusione di tale esperienza commovente – il Corpo del Beato Sacerdote don Vincenzo Romano, di Torre del Greco (Napoli), che del nostro santo è stato discepolo e figlio spirituale, negli anni della sua formazione nel Seminario Arcivescovile di Napoli. Potremo andare, nei prossimi giorni, in devoto pellegrinaggio alla Santità di questi due Grandi Sacerdoti e ricevere – certamente – le sospirate grazie, per noi e per tutti i nostri ammalati, che sapremo chiedere con cuore umile e sincero, nonché riconciliato con il Padre e con i Fratelli. Disponiamoci a questo rinnovamento di vita e facciamoci guidare dalla certezza che sarà “Dio stesso che ci viene a cercare sulle strade della nostra vita. Un saluto ed un augurio a tutti Voi”. Il programma è il seguente. Le Celebrazioni hanno avuto inizio il 16 febbraio, nel giorno della ricorrenza della morte del Venerabile Sac. Don Mariano Arciero, con l’esposizione e l’Adorazione del SS.mo Sacramento e con la Santa Messa e l’apertura della Missione Popolare, animata dai “Servi dell’Altissimo”, Congregazione Laici Francescani; il 17 febbraio hanno avuto luogo le sante Messe nella Chiesa Madre; la settimana fino al 24 febbraio sarà dedicata ad una serie di iniziative, come visite alle scuole, alle famiglie, catechesi per gruppi e centro d’ascolto, che si concluderanno, nella III domenica di Quaresima, nell’accoglienza, alla Madonnella, alle ore 17.30 del Corpo del Beato Vincenzo Romano, con la solenne processione fino alla Chiesa Madre e la Solenne Concelebrazione presieduta da S. Em.za Rev.ma il Sig. Cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente del Pontificio Consiglio “Giustizia e Pace”. La venerazione dei due sacerdoti e le iniziative in merito proseguiranno nei giorni successivi come il 26 febbraio, ricorrenza invece della nascita del Venerabile Sac. Don Mariano Arciero o il 27 quando ha luogo la Solenne concelebrazione Eucaristica, presieduta dal nostro Pastore: S.E. Mons. Gerardo Pierro, Arcivescovo Metropolita di Salerno Campagna Acerno. Nell’ultimo giorno, il 28 febbraio, alle ore 8.00 verrà officiata la Santa Messa; per tutta la mattinata sono previste preghiere e devozioni private, incontri con le scuole; alle ore 11.00 il S. Rosario e santa Messa ed alle ore 16.00 la Liturgia del Commiato con la Processione fino alla Madonnella e saluto al Beato. Per il programma in dettaglio si veda anche www.capitoloprimo.it. Ricordiamo in breve chi è Il venerabile Marciano Arciero. Nacque a Contursi (SA) il 26 febbraio 1707; la sua famiglia era molto povera per cui ad otto anni, andò a servizio in casa Parisio, dove uno dei membri, don Emanuele, lo prese sotto la sua personale cura, facendolo collaborare nelle sue missioni, per far insegnare il catechismo ai fanciulli. A 22 anni trasferitasi a Napoli, frequentò la Congregazione Eucaristica, fondata dal gesuita Francesco Pavone di Catanzaro e che aveva preso il nome di “Conferenza”, iscrivendosi il 21 dicembre 1729. Al Collegio Massimo dei Gesuiti, studiò lettere e filosofia, mentre don Emanuele Parisio gl’insegnò teologia e gli costituì un patrimonio, facendolo ordinare sacerdote il 22 dicembre 1732. In breve tempo don Mariano Arciero divenne un modello per il clero napoletano, per la sua inclinazione alla carità, coltivata sin dai primi anni della sua giovinezza, fu apostolo attivo nei fondachi, nei vicoli, nell’ospedale e nell’arsenale. Gennaro Fortunato, canonico della cattedrale di Napoli, divenuto vescovo di Cassano sullo Ionio nel 1729, lo volle nella sua diocesi, dandogli incarichi in piena libertà, sia per le missioni, sia per la costante riforma del clero e degli Istituti religiosi femminili.

Dedicava fino a sei ore al giorno all’istruzione dei fanciulli ed alla predicazione, ottenendo strepitose conversioni, la fama della sua instancabile opera superò i confini della diocesi di Cassano, per cui fu invitato a svolgere la sua missione anche nelle diocesi vicine; per questo venne chiamato “Apostolo delle Calabrie”. Il vescovo Fortunato lo nominò prima parroco di Altomonte e poi della chiesa dell’Annunziata in costruzione a Maratea, infine la direzione spirituale delle congregazioni di ecclesiastici e di laici. Particolare cura ebbe per le Clarisse di Castrovillari per le quali costruì un nuovo convento e nella stessa città fondò il “Ritiro delle pentite”, che assisté sempre con aiuti, anche quando lasciò la diocesi di Cassano, infatti dopo la morte del vescovo nel 1751, egli ritornò a Napoli. Il Cardinale arcivescovo Sersale gli affidò la guida del Convitto diocesano o terzo seminario e la sorveglianza sulla disciplina del clero. Nel 1768 fu nominato padre spirituale della già citata Congregazione della Conferenza, in tale compito, con l’aiuto di amici e ammiratori fece costruire una chiesa più grande detta dell’Assunta, più adatta per accogliere gli iscritti sempre più numerosi.

E in questa Chiesa volle essere sepolto quando morì a Napoli il 16 febbraio 1788; santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe, la mistica terziaria alcantarina ‘monaca di casa’, vide la sua anima portata in cielo dagli angeli.

La salma rimase esposta per tre giorni per il continuo accorrere dei fedeli napoletani, che volevano rendergli l’ultimo saluto e che purtroppo staccavano pezzi dell’abito talare da portar via come reliquie, abito che fu sostituito più volte.

Per i numerosi miracoli che avvenivano per sua intercessione, già nel 1829 la Congregazione dei Riti autorizzò l’inizio dei processi per la sua beatificazione, a Napoli ed a Cassano sullo Ionio.

Nel 1951 dopo la ricognizione, il suo corpo fu trasferito a Contursi, sua città natale; il 14 agosto 1954 fu dichiarato venerabile. Per le notizie sulla vita del Beato Vincenzo Romano www.vincenzoromano.org.

Il Parroco della Chiesa di S. Maria degli Angeli di Contursi Terme, Rev.mo Mons. Salvatore Spingi, tiene a sottolineare che “sono stati ventitrè gli anni di vicinanza al Beato Sacerdote don Vincenzo Romano come figlio spirituale”. Ed in questi giorni si ricongiungeranno dopo secoli proprio a Contursi, oggi anche località termale, come testimonianza della loro vita esemplare e della devozione dei numerosi fedeli.

16 S. Siani, “Breve Vita del Venerabile Sac. D. Mariano Arciero”, Contursi Terme, anni 80, p. 32. Ci sono altre figure sacerdotali sante di questo territorio: P. Onofrio Paradiso, Sac. Don Emmanuele Parisi (maestro di Don Mariano Arciero), Sac. D. Tommaso Morese, Sac. Arciprete Don Salvatore D’Elia, Sac. Arciprete Don Bernardino Curti.

A favore della Causa di Beatificazione è nata l’Associazione Don Mariano Arciero Onlus, presso: Parrocchia S. Maria degli Angeli, Piazzetta Don Bernardino Curti, snc, Contursi Terme (SA).

Fonte : Gocce di sorgente pubblicazione del Distretto 72 si Serra International Italia

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