Le 4 virtù cardinali: la temperanza

apr 30th, 2012 | By | Category: Primo Piano

Siamo finalmente giunti all’ultimo appuntamento del ciclo organizzato dal Serra Club 184 di Genova sul tema delle 4 virtù cardinali: Giovedì 10 maggio 2012 alle ore 18.00 presso la Sala Quadrivium (Piazza Santa Marta) si terrà infatti l’incontro sulla “temperanza”, guidato da Don Fabio Rosini, Direttore del Servizio Diocesano per le Vocazioni del Vicariato di Roma, con la proiezione, a cura di Alberto Di Giglio, di ampi spezzoni del film di Alain Cavalier “Thérèse”.

All’incontro parteciperà anche Aldo Gastaldi, omonimo e nipote del celebre “Bisagno”, di cui saranno messe in luce le autentiche virtù cristiane, e in particolar modo proprio la temperanza, nel contesto di una eccezionale personalità cristiana.

DON FABIO ROSINI

Come per le altre virtù cardinali, prudenza, giustizia, fortezza, precedentemente trattate, così è necessario che si riscopra l’autentico e ricco significato della virtù della temperanza, che non si può ridurre alla misura del vitto o ad una generica “moderazione” nello stile di vita.

Riprendendo la lezione di San Tommaso, il filosofo tedesco Josef Pieper (Sulla temperanza, Brescia 1965 p. 15) spiegava che il primo fine a cui tende la temperanza è la “pace dell’animo”, che non va confusa con il “quieto vivere”, ma significa la pace che pervade la parte più intima dell’uomo: essa è il sigillo e il frutto dell’ordine.

Fine della temperanza è cioè l’ordinamento interiore dell’uomo, l’equilibrio interno, dal quale solo fluisce la “pace dell’animo”.

In altre parole, la temperanza significa: attuazione dell’ordine, dell’equilibrio nell’interno dell’uomo.

Dopo il peccato originale c’è nell’uomo non solo la possibilità, ma anche l’inclinazione ad amare più se stesso che Dio, facendo venir meno l’ordine e l’equilibrio interiori.

La temperanza disciplina e corregge qualsiasi egoistico sovvertimento dell’ordine interiore, sul quale si fonda la persona morale.

Temperanza ed intemperanza si affrontano ovunque le forze di auto-conservazione, auto-affermazione, auto-compimento turbano l’intima struttura dell’uomo e possono portare massimo sconvolgimento nell’animo umano.

Castità, continenza, umiltà, mitezza, mansuetudine, studiositas (disciplinata tendenza alla conoscenza), sono le forme nelle quali si attua la temperanza; lussuria, incontinenza, superbia, ira sfrenata, curiositas (morbosa avidità di conoscenza) sono le forme dell’intemperanza.

La temperanza, conservando e regolando l’ordine interiore all’uomo, pone le immancabili premesse alla realizzazione del vero bene e al retto orientamento dell’uomo al suo fine. Senza di essa la corrente impetuosa delle massime tendenze che sono nell’intimo dell’essere umano sconfinerebbe dai suoi argini naturali, foriera di distruzione e rovine.

Alla temperanza, in quanto realizzazione tutelante interiore gerarchia dell’uomo, tocca in retaggio il dono della bellezza.

Non solo bella è la temperanza, ma di bellezza, spiega ancora San Tommaso, risplende il temperante.

La temperanza, sorgente e premessa della fortezza, è la virtù della virilità piena e matura.

L’infantile disordine dell’intemperanza, invece, non solo deturpa, rovina la bellezza, ma corrompe il cuore; è massimamente a causa dell’intemperanza che l’uomo si fa incapace a mantenere il cuore intatto contro il potere del male nel mondo.

Non è tanto facile leggere sul volto di un uomo i segni della sua giustizia o ingiustizia interiore.

Invece la temperanza e l’intemperanza si rivelano chiaramente in tutto quanto è immediata estrinsecazione della persona: nella compostezza o scompostezza del viso, nel portamento, nel riso, nella grafia.

Non è quindi per caso che a “testimone” della virtù della temperanza sia stata indicata la bella e nobile figura di Aldo Gastaldi.

Come alla temperanza è associata la bellezza, così all’intemperanza si unisce la disperazione.

Quasi tutte le cupidigie morbose, dalle morbosità sessuali all’alcolismo, dalla megalomania all’iracondia furiosa, fino all’avida bramosia di sensazioni dei dissipati, hanno per compagna la disperazione. Esse infatti falliscono sempre lo scopo voluto con tanta pervicacia: l’acquietamento del proprio io. Ogni ricerca egoistica di noi stessi è una vana e disperata fatica. La temperanza invece affranca e purifica. Per meglio dire: opera una purificazione.

Avv. Emilio Artiglieri

Con Sant’Agostino (De moribus ecclesiae, 15) possiamo concludere che la virtù della temperanza mira a conservare l’uomo intatto e integro per Dio.

Avv. Emilio Artiglieri - Presidente Serra Club 184 Genova

Thérèse (Thérèse – Francia, 1986) di Alain Cavalier con Catherine Mouchet, Helene Alexandridis, Aurore Prieto; genere drammatico; Premio della giuria al Festival di Cannes 1986; 6 Premi César 1987 (su 10 nomination): miglior film, miglior regista.

Alain Cavalier ci propone gli intensi e profondi dialoghi tra Teresa e le consorelle carmelitane, spesso soliloqui e silenzi, essenzialità e durezza del convento. Il regista Alain Cavalier ha realizzato un Thérèse studiatissimo nello stile, come una serie pensieri e detti teresiani, una elegante e raffinata sequenza di quadri della vita in Monastero, separati da brevi stacchi. Teresa di Lisieux, entrata nel Carmelo a soli 15 anni, morta a 24 anni, si volle chiamare di Teresa di Gesù Bambino del Volto Santo.

Il film ritrae in una fotografia straordinaria i momenti più significativi della vita della piccola monaca del Carmelo, Thérèse di Lisieux, la sua vita ed i suoi pensieri resi noti nel prezioso libro che milioni di fedeli di tutto il mondo hanno amato: “La storia di un’anima” Teresa di Lisieux è stata proclamata Santa nel 1925, Patrona delle Missioni nel 1927. Nel 1997 Giovanni Paolo II la dichiara Dottore della Chiesa. Il film Térèse si coniuga mirabilmente con la Virtù della Temperanza

Relatore Don Fabio Rosini. Brillante comunicatore, biblista e predicatore. Per anni parroco presso la Chiesa di Santa Francesca Romana a Roma. E’ molto conosciuto per aver iniziato il Progetto di Catechesi su “I Dieci Comandamenti” diffusosi a macchia d’olio in tutta Italia.

Dal giugno 2011 ha assunto l’incarico di Direttore del Servizio Diocesano per le Vocazioni del Vicariato di Roma. Cura settimanalmente una rubrica per la Radio Vaticana in cui commenta il Vangelo della domenica. Predicatore della solenne giornata del 22 ottobre in occasione della Prima Festa Liturgica dedicata al Beato Giovanni Paolo II presso la Basilica di San Giovanni in Laterano.

Tags: , , , , , , , , , , ,

Comments are closed.