Incontro e coinvolgimento nell’opera educativa

apr 28th, 2012 | By | Category: Pastorale Vocazionale

L’opera di Gesù con i discepoli ci offre il paradigma di ogni relazione educativa, come ci è descritta in particolare nel vangelo di Giovanni, nel quale si riconoscono alcune tappe fondamentali:

-Nel primo incontro con i discepoli del Battista, Gesù domanda: “Che cosa cercate? ” (Gv. 1,38), aiuta cioè a riconoscere il desiderio profondo ed inespresso che anima i due sconosciuti, facendo appello alla loro libertà.

-Subito dopo rivolge un invito: Venite e vedrete (1,39), propone cioè una relazione personale, un incontro diretto.

-I due discepoli rimasero con lui, accettarono la sfida, in una prospettiva di stabilità, di tempo, di gradualità.

-Questa adesione iniziale venne confermata tempo dopo in un momento di crisi generale, quando molti si allontanarono da Gesù. Volete andarvene anche voi? Signore da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna (Gv. 6,67-69). La relazione ha bisogno di verifiche, di conferme.

-Infine, nell’Ultima Cena, quando Gesù lavò i piedi agli apostoli, Pietro tentò di rifiutare non avendo capito l’importanza del farsi amare da Gesù. E’ difficile farsi amare da Gesù che si manifesta come servitore della vita.

-Proprio questo compito difficile viene trasmesso da Gesù agli apostoli: Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri (Gv. 13,34). Vivere con gli altri nella relazione di un amore fraternofatto di dedizione, di familiarità, di una scelta libera e gratuita.

Il cammino percorso da Gesù con i suoi si ripete in ogni autentica educazione. L’appello alla libertà personale, la gradualità, la dedizione e la autorevolezza di chi educa più con la testimonianza che con le parole sono elementi essenziali per entrare nel cuore dell’uomo rigenerato ad una nuova vita, nel Battesimo, o nel cuore di ogni persona che desideri camminare verso la verità.

Il processo educativo – scrivono i Vescovi – è efficace quando due persone si incontrano e si coinvolgono profondamente, quando il rapporto è instaurato e mantenuto in un clima di gratuità oltre la logica della funzionalità, rifuggendo dall’autoritarismo che soffoca la libertà e dal permissivismo che rende insignificante la relazione. E’ importante sottolineare che ogni itinerario educativo richiede che sia sempre condivisa la meta verso cui procedere (Educare alla vita buona del Vangelo 28)

Chi si impegna nel campo educativo affronta oggi un’impresa difficile, e non di rado può avvertirla quasi impossibile, perché i messaggi educativi di massa si rifanno ad un’immagine dell’uomo molto diversa, e la verità e il bene sono legati ad altri valori. Tuttavia, non mancano alcuni germogli di speranza, di autenticità che rafforzano lo slancio di chi si dedica a questo prezioso servizio, soprattutto non manca la fede nel Maestro che in noi e con noi opera nel mondo. Ogni persona e ogni generazione sono nuove, in un certo senso, essendo venuti meno alcuni passaggi da una generazione all’altra.

Nelle varie stagioni della crescita, ma soprattutto nei confronti dei giovani, così fragili, l’impegno dei cristiani deve trovare energie nuove, per proporre l’incontro con Gesù, la conoscenza della Scrittura, la partecipazione all’Eucarestia, mentre l’esperienza di condivisione nei gruppi parrocchiali o di volontariato può arricchire fortemente il percorso educativo.

Siamo chiamati a raccogliere l’esperienza di tutti gli educatori che prima di noi, in varie forme e livelli, hanno coraggiosamente e generosamente lavorato senza temere l’insuccesso.

Maria Papasogli

Diocesi San Miniato

Tags: , , , ,

Comments are closed.