Riflessioni di un diacono

apr 24th, 2012 | By | Category: La Voce del Seminario

“Eccomi, manda me!” (Is 6,8): sono le parole di Isaia in risposta alla vocazione divina. È la risposta di ogni buon cristiano alla chiamata alla santità: essere annunciatori e testimoni della Fede in Gesù Cristo.

È la chiamata a cui noi tutti dobbiamo rispondere. Rispondere alla volontà di Dio è il senso della nostra vita!

Per i seminaristi, rispondere alla chiamata di Dio significa compiere un cammino di discernimento alla ricerca del progetto di Dio e di formazione verso il sacerdozio ministeriale.

Gli anni di Seminario hanno come obiettivo proprio la vicinanza con il Signore Gesù nella preghiera comunitaria, nella Liturgia, e in particolare nell’Eucaristia, nella preghiera individuale, nel cammino spirituale personale, specialmente nel Sacramento della Penitenza, nella conoscenza del Mistero di Dio attraverso lo studio della scienza teologica, nel confronto della vita comunitaria.

I Seminaristi nel periodo di formazione si preparano ad essere ministri della Parola e della Grazia di Dio, ad essere guide pastorali. Ministri della Parola, per essere annunciatori coraggiosi della Verità di Gesù Cristo, senza scendere a compromessi con il mondo, annunciatori e testimoni fedeli del Cristo risorto. Ministri della Grazia, ministri del culto divino, ministri a servizio di Dio, posti perché ogni uomo possa rendere gloria a Dio nella Liturgia e in tutto il loro essere, perché ogni uomo a contatto col mistero della Grazia di Dio sia santificato, sia reso santo, sia giustificato, sia degno di esserepartecipe alla Vita divina.

Guide pastorali perché il Regno di Dio sia servito nel nostro mondo, perché possa crescere ogni giorno di più nell’animo degli uomini, perché ogni cristiano sia strumento vivo ed operoso nelle mani di Dio nella costruzione del Regno in mezzo a noi, per prepararsi a godere il Regno dei cieli per la vita eterna quando il Signore chiamerà ogni uomo all’incontro definitivo con Lui.

Lo sguardo di ogni buon cristiano deve essere rivolto in alto, al cielo, pensare all’eternità, solo così può diventare sensato pensare la nostra vita sulla terra.

Ogni vocazione, ogni servizio al Regno di Dio sulla terra, non ha senso, se non in vista dell’incontro definitivo con Dio nell’eternità. Il fine di ogni uomo è partecipare alla vita con Dio, essere interamente rivolti a Lui, contemplare il suo volto. Vivere con Dio per tutta l’eternità.

Don Stefano Caprile

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