Il Papa portoghese: Giovanni XXI

apr 24th, 2012 | By | Category: Apertura

Pietro Juliano, detto Pietro Hispano, nasce a Lisbona da ricca famiglia intorno al 1210. Il ragazzo fu mandato a completare gli studi umanistici a Parigi, a riprova di quanto fosse aperta la mentalità del tempo nel campo dell’istruzione.

Agli inizi del secondo millennio erano stati fondati gli “studi generali”, cioè università in cui si parlava latino, cosicchè tutti vi potessero insegnare ed essere compresi.

A Parigi lo studente Pietro Juliano ottenne il titolo di Baccellarius Parisiensis e si laureò anche in medicina. Questa scienza lo appassionò tanto da meritargli una grande fama in molte nazioni europee. Venne in

Italia ed a Siena esercitò la professione medica (1247-1254). E’ di questo periodo senese il suo dotto libro: “De Oculis Tractatus”.

Era ormai famoso medico quando un altro ben più forte interesse prese tutto il suo essere: la religione. Nonaveva mai dimenticato gli studi di teologia e filosofia della Sorbona dove insegnavano personaggi che sarebbero poi saliti agli onori degli altari: S. Alberto Magno, S. Bonaventura da Bagnoregio, S. Tommaso d’Aquino.

Di quest’ultimo gli era familiare la traduzione dei lavori aristotelici la cui logica Pietro Juliano studiò appassionatamente scrivendo in conseguenza ben dodici libelli noti come “Summulae Logicales”. Questa preziosa opera fu tradotta poi in greco ed ebraico e successivamente ebbe 48 edizioni.

Così, preso dalla fede in Cristo, Pietro Juliano mise da parte le sue attitudini speculative e scientifiche e scelse la vita ecclesiastica.

Per la sua profonda cultura meritò di conquistare cariche importanti in seno alla Chiesa Portoghese: divenne decano della Cattedrale di Lisbona, quindi priore della Chiesa di S. Maria di Guimares ed arcivescovo di Braga. La sua fama di ecclesiastico scienziato percorreva le nazioni ed il papa Gregorio X lo volle come suo medico personale.

Conoscendone vieppiù la sua forza spirituale ed intellettuale gli donò ben presto (1273) la berretta cardinalizia, facendolo poi, l’anno seguente, sedere al suo lato destro durante il II Concilio di Lione.

Papa Giovanni XXI

Da diciotto anni oramai ( esattamente dal 1257) Viterbo era la città a cui tutto il mondo guardava come centro della Cristianità essendo diventata sede del soglio pontificio da quando Papa Alessandro IV vi aveva preso stabile dimora.

La città era continuamente assediata da soldataglie di questo o quell’altro imperatore svevo oppure di re francesi, tutti nell’intento di spodestarne volta a volta i rappresentanti della Chiesa oppure il Capitano del Popolo. Ora, con la presenza del Papa ed il conseguente movimento di imperatori, principi, re, nobili e cortigiani, Viterbo faceva da richiamo ad architetti, scultori, artigiani vari che si adoperavano a darle il bell’aspetto che il rango le imponeva.

Fu allora che Viterbo divenne teatro di quell’evento che va sotto il nome di “ Lungo Conclave”. Questo iniziò a Dicembre del 1268 e, dopo lungo travaglio e fatti eclatanti quali lo scoperchiamento del tetto del Conclave da parte dei cittadini viterbesi stanchi di tante lungaggini, e la feroce uccisione del giovane principe inglese Enrico Almaine di Cornovaglia, nipote del Re d’Inghilterra Enrico III ad opera dei cugini De Monfort, terminò nel settembre 1271 dopo circa tre anni. Ne uscì eletto, con grande dispetto dei conclavisti francesi, Tebaldo Visconti con il nome di Gregorio X, il Papa che poi nel 1273 ad Orvieto eleggerà al rango di Cardinale Pietro Hispano.

A Viterbo furono eletti cinque Papi: Urbano IV, Clemente IV, Gregorio X, Adriano V, Giovanni XXI. Resta ancora da sciogliere il mistero del fatto che Pietro Juliano abbia preso il nome di Giovanni XXI, il 17 settembre 1276, giorno della sua elezione a Viterbo, mentre non vi era mai stato un Giovanni XX: Si fanno delle ipotesi: la confusione potrebbe essere nata alla fine del primo millennio quando sulla scena ci sono contemporaneamente due papi: uno, Giovanni XIV , eletto al di fuori del Conclave direttamente dall’Imperatore Ottone II, ed un altro, Bonifacio VII, che si trova in esilio perché scomunicato e considerato antipapa.

Ma a conti fatti resta sempre la domanda: perché il numero XX fu saltato? Ed i misteri continueranno ad esistere nel breve periodo di regno di questo Papa scienziato. Appena otto mesi di Pontificato!

Giovanni XXI sapeva bene quali pericoli di eresia fossero in agguato per la Chiesa, come, ad esempio, le preposizioni averroistiche, cioè aristotelico-eterodosse, che a Parigi erano propagate da Sigieri di Bramante e da alcuni monaci agostiniani, ed a questo proposito Giovanni redasse la Bolla “Relatio nimis implacida” ratificando così la condanna che già il Vescovo di Parigi Stefano Templier aveva lanciato contro queste teorie.

Implacabilmente risoluto Giovanni XXI si dimostrò nel condannare anche l’eresia dei Catari. Intanto il Mediterraneo era infestato da pirati Turchi e l’Italia era meta di continui sbarchi di saraceni. L’energico Papa giunse ad usare tutta la sua diplomazia rivolgendosi al Gran Kan Kubilai dei Tartari perché si potesse allestire una flotta comune contro i Turchi. Cercò poi di ristabilire la pace tra la Francia e la Spagna affinchè queste nazioni facessero fronte comune con la Chiesa contro i musulmani in Palestina. Era in animo di Giovanni anche la riunificazione della Chiesa d’Oriente a quella di Roma ed a tale scopo prese contatti con l’imperatore bizantino Michele VIII Paleologo con il quale concordò un grande Sinodo a Costantinopoli.

A Viterbo il Papa aveva trovato buona accoglienza anche grazie alla sua grande disponibilità nel ricevere chiunque desiderasse parlargli. Intanto le sue opere nel campo della medicina riscuotevano sempre grande favore:” Liber de conservanda sanitate”, “De Phlebotomia”, “De Oculis Tractatus”, “Thesaurus Pauperum” contenente, questo, ricette mediche semplici per chi non aveva possibilità di denaro. Circolavano intanto anche le sue opere filosofiche e teologiche, specialmente i dodici libelli:”Summulae Logicales” che Dante esalta nel XII Canto del Paradiso dove pone Pietro Hispano nella “ghirlanda II” dei teologi e filosofi, unico papa che il Poeta toscano reputa degno di figurare in Paradiso. Egli incarnava nella sua persona quanto fosse vero che fede e scienza possano convivere e fruttificare insieme: nei solo otto mesi di pontificato egli realizzò molti importanti traguardi non dimenticando mai la Madre Chiesa ed i suoi cari studi scientifici. Aveva fatto costruire nel palazzo papale di Viterbo un’ala dove studiare in tutta quiete. La notte dell’11 maggio

Elsa Soletta Vannucci

Foto:viterbolazio.blogspot.com

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