Persecuzioni e rifugiati

apr 12th, 2012 | By | Category: Mondo Cattolico

La vicenda di Gesù di Nazaret, nel cui nome ancora oggi molti credenti affrontano sofferenze e persecuzioni, non può restare confinata in un lontano passato

Città del Vaticano (Agenzia Fides) – “La vicenda di Gesù di Nazaret, nel cui nome ancora oggi molti credenti, in diversi paesi del mondo, affrontano sofferenze e persecuzioni, non può dunque restare confinata in un lontano passato, ma è decisiva per la nostra fede oggi”: lo scrive il Santo Padre Benedetto XVI nel suo messaggio inviato al Card. Angelo Bagnasco, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Nel messaggio il Papa evidenza che “Molti segnali rivelano come il nome e il messaggio di Gesù di Nazaret, pur in tempi così distratti e confusi, trovino frequentemente interesse ed esercitino una forte attrattiva… siamo quindi stimolati a suscitare in noi stessi e dovunque, una comprensione sempre più profonda e compiuta della figura reale di Gesù Cristo”.

Il Santo Padre ribadisce poi la priorità di “aprire a Dio una strada nel cuore e nella vita degli uomini” e sulla contemporaneità di Gesù di Nazaret, vissuto duemila anni fa, con ogni uomo e ogni donna che vive oggi e in ogni tempo, spiega: “Gesù è entrato per sempre nella storia umana e vi continua a vivere, con la sua bellezza e potenza, in quel corpo fragile e sempre bisognoso di purificazione, ma anche infinitamnete ricolmo dell’amore divino, che è la Chiesa… La contemporaneità di Gesù si rivela in modo speciale nell’Eucaristia, in cui Egli è presente con la sua passione, morte e risurrezione. E’ questo il motivo che rende la Chiesa contemporanea di ogni uomo, capace di abbracciare tutti gli uomini e tutte le epoche perché guidata dallo Spirito Santo al fine di continuare l’opera di Gesù nella storia.” (SL)

Un Jesuit Refugee Service “più forte e unito”: Piano strategico 2012-2015

Roma (Agenzia Fides) – Il Padre Generale dei Gesuiti, p. Adolfo Nicolás, ha approvato recentemente il Piano Strategico 2012-2015 del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati (JRS). Il Piano è il risultato di un’approfondita consultazione tra direttori regionali, membri del consiglio amministrativo e personale dell’ufficio internazionale. Secondo le informazioni pervenute all’Agenzia Fides dalla Curia generale dei gesuiti, il documento offre una serie di strategie ispiratrici e stimolanti per tutte le dieci regioni de JRS che si avvarranno di esso per sviluppare i loro piani strategici regionali e e quelli per l’azione annuale. Scaturito dalla missione di accompagnare, servire e difendere i diritti dei rifugiati e degli sfollati forzati, il Piano evidenzia l’identità del JRS come organizzazione cattolica e opera della Compagnia di Gesù. Ispirato da profondi valori, il JRS ha deciso di perseguire nei prossimi quattro anni i seguenti obiettivi: 1. Compassione per chi è ai marg! ini della società; 2. Radicati nella fede e attivi nella giustizia; 3. Accendere la speranza attraverso l’educazione; 4. Un JRS più forte e unito, che si basa sui valori della sussidiarietà e della partecipazione. Nella prefazione il Padre Generale ha definito il Piano Strategico un documento creativo, stimolante e impegnativo che richiederà dedizione e notevole rischio. Ha espresso anche la sua gioia perché in questo documento “pieno di fervore cristiano e visione ignaziana… vediamo la fede, la giustizia e la collaborazione unite ancora una volta in una sola visione unitaria”.

Links: Il testo completo del piano, in inglese

http://www.jrs.net/Assets/Publications/File/JRS_Strategic_Framework_en1.pdf

Di fronte alla crisi della Chiesa in Europa, il Papa indica l’Africa, dove nonostante i problemi, “si sperimenta sempre la gioia di essere cristiani”

Città del Vaticano (Agenzia Fides) – “Dalla fine dell’anno, l’Europa si trova in una crisi economica e finanziaria che, in ultima analisi, si fonda sulla crisi etica che minaccia il Vecchio Continente… Il nocciolo della crisi della Chiesa in Europa è la crisi della fede. Se ad essa non troviamo una risposta, se la fede non riprende vitalità, diventando una profonda convinzione ed una forza reale grazie all’incontro con Gesù Cristo, tutte le altre riforme rimarranno inefficaci”. E’ stato questo il tema fondamentale che ha guidato il discorso del Santo Padre Benedetto XVI ai Cardinali, ai membri della Curia Romana e del Governatorato.
Il Papa ha sottolineato come “la grande tematica di quest’anno come anche degli anni futuri è in effetti: come annunciare oggi il Vangelo? In che modo la fede, quale forza viva e vitale, può oggi diventare realtà?”.  Benedetto XVI ha quindi citato i suoi diversi viaggi apostolici in Italia e all’estero,soprattutto quello in Africa per la pubblicazione dell’Esortazione apostolica postsinodale, la giornata dell’incontro tra le religioni e tra le persone in ricerca di verità e di pace in Assisi, l’istituzione del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione e l’indizione dell’Anno della Fede, nel ricordo dell’inizio del Concilio cinquant’anni fa.
Il Santo Padre ha ricordato “l’incontro in Africa con la gioiosa passione per la fede… Lì non si percepiva alcun cenno di quella stanchezza della fede, tra noi così diffusa, niente di quel tedio dell’essere cristiani da noi sempre nuovamente percepibile. Con tutti i problemi, tutte le sofferenze e pene che certamente proprio in Africa vi sono, si sperimentava tuttavia sempre la gioia di essere cristiani, l’essere sostenuti dalla felicità interiore di conoscere Cristo e di appartenere alla sua Chiesa. Da questa gioia nascono anche le energie per servire Cristo nelle situazioni opprimenti di sofferenza umana, per mettersi a sua disposizione, senza ripiegarsi sul proprio benessere. Incontrare questa fede pronta al sacrificio, e proprio in ciò gioiosa, è una grande medicina contro la stanchezza dell’essere cristiani che sperimentiamo in Europa.”
Inoltre “una medicina contro la stanchezza del credere” è rappresentata anche dalla “magnifica esperienza” della Giornata Mondiale della Gioventù celebrata a Madrid, che “è stata una nuova evangelizzazione vissuta” ha evidenziato il Pontefice, rilevando che “sempre più chiaramente si delinea nelle Giornate Mondiali della Gioventù un modo nuovo, ringiovanito, dell’essere cristiani” che ha riassunto in cinque punti: una nuova esperienza della cattolicità, dell’universalità della Chiesa; un nuovo modo di vivere l’essere uomini, l’essere cristiani; l’adorazione del Signore nel Santissimo Sacramento; la celebrazione del Sacramento della Penitenza; la gioia. (SL)

Comments are closed.