Solitudine

apr 7th, 2012 | By | Category: Apertura

La dimensione della solitudine – diversa dall’isolamento – è una componente importante per il nostro cammino spirituale, se vissuta come intimità con Dio, come rilettura della propria vita, come “momento favorevole” dal quale tutta la vita viene arricchita e illuminata. Già il profeta Osea diceva a Israele in nome di Dio: …ecco, la attirerò a me, la condurrò nel deserto, e parlerò al suo cuore. (Os.2,16)

Carlo Carretto, con parole che in questo tempo di Quaresima suonano particolarmente preziose, sottolinea un aspetto particolare: nella solitudine con Dio si rafforza anche l’amore per i fratelli, e il momentaneo allontanamento arricchisce i rapporti anche più delicati e difficili.

Sottolinea anche che bisogna maturare in questa esperienza non facile, perché non viene da sola, all’improvviso; è frutto di impegno, di costanza, di generosità.

Ricordiamo una cosa importante e terribilmente vera: l’amore dei fratelli, la dedizione alla comunità umana dove dobbiamo incarnarci fino in fondo, la comprensione umile e vitale del povero e dei suoi problemi, sono cose impegnative e logoranti. Solo un amore forte e personale con Dio può validamente sostenerle e mantenerle nella loro freschezza e divina novità.

E’ nella natura dell’uomo vivere intercalati i due amori, fonderli in una dialettica equilibrata.

[…]

“Allontanate le tende e avvicinate i cuori”, dice un proverbio Tuareg, e se questo è vero per i nomadi abituati a spaziare in zone senza confini, immaginiamo come può essere vero per noi occidentali schiacciati in appartamenti sovrapposti e soffocati dalla folla.

E’ destino dell’uomo la solitudine ed è per questo che occorre allenarsi, prepararsi, maturarsi a questo “restare soli”.

(Carlo Carretto, “Al di là delle cose”)

Maria Papasogli

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