Fare bilanci

apr 6th, 2012 | By | Category: Pastorale Vocazionale

Fare bilanci periodici, è una esigenza fondamentale ed indiscutibile in ogni attività umana; alle volte, però, i bilanci sono truccati per ingannare la concorrenza, o gli avversari politici… o noi stessi.

La vita di ciascun essere umano è fitta di bilanci e, addirittura, il tempo viene frazionato in periodi, inventando punti di riferimento e traguardi su cui stilare più frequenti bilanci: abbiamo, così, gli inizi di ogni anno solare, i compleanni, gli anniversari di matrimonio e (anche se un po’ derelitti) gli esami serali di coscienza di ogni nostra giornata… ma, anche questi bilanci, ogni tanto, sono truccati.

Che senso ha fare dei bilanci truccati per ingannare noi stessi?

Un saggio ebreo, 2300 anni fa, raccolse le sue osservazioni disincantate sull’esistenza umana, nel così detto libro di Qohèlet, e i millenni confermano la validità dell’antica saggezza spingendoci a rivedere il nostro modo di vivere, acquistando la consapevolezza che solo nel trascendente ha un senso la vita degli uomini perché, altrimenti, “tutto è vanità” e, nell’ultimo capitolo, Qohèlet ci esorta a pensare a Dio “nei giorni della giovinezza” prima che giunga la vecchiaia.

Ma, senza tema di smentita, nell’era delle conquiste spaziali, un sondaggio in tutte le scuole, di ogni ordine e grado, su chi conosce “Qohèlet” anche solo di nome, non sortirebbe risposte positive in percentuale significativa, perché nella scuola, che dovrebbe essere la fucina della formazione degli uomini di domani, si sono moltiplicate le materie di insegnamento, inserendovi musica, recitazione, karatè e tanto altro ancora, ma non si è pensato di inserire qualche ora di scienza della meditazione

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