Vendi tutto e seguimi !

mar 9th, 2012 | By | Category: La Voce del Seminario

«Mentre usciva per mettersi in viaggio, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: “Maestro buono, che cosa devo fare per avere la vita eterna?”. Gesù gli disse: “Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non dire falsa testimonianza, non frodare, onora il padre e la madre”. Egli allora gli disse:` “Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza”. Allora Gesù, fissatolo, lo amò e gli disse: “Una cosa sola ti manca: và, vendi quello che hai e dallo ai poveri e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi”. Ma egli, rattristatosi per quelle parole, se ne andò afflitto, Zitto, poiché aveva molti beni».(Mc 10, 17-22)

Il Vangelo ci racconta di un “tale” che si avvicina a Gesù perché gli indichi la strada da seguire per avere la vita eterna (Cfr. Mc 10, 17) . La domanda sul senso della vita interpella ognuno di noi, da sempre, perché tutti vogliamo essere felici. Il giovane ricco comprende che l’unico che può dargli una risposta è Gesù, ma non è in grado di andare oltre, non ha il coraggio di intraprendere la strada indicatagli.

Gesù gli dice di seguire la legge, i comandamenti, ma questo pur osservandoli da sempre sente che gli manca qualcosa. «Allora Gesù fissatolo lo amò» (Cfr. Mc 10, 21) . Quel “tale”, probabilmente, in quel momento si è sentito amato, ma dopo «rattristatosi se ne andò.., perché aveva molti beni» (Cfr. Mc 10, 22).

Questo sguardo è lo stesso che il Maestro ha verso ciascuno di noi. E l’amore di Gesù che cambia la vita, che gli dona pienezza. Il vangelo interroga ogni uomo di ogni tempo, quindi è bene che, alla luce di questo brano, ci chiediamo: per che cosa vale la pena vivere? Accorgendoci che il Signore ci domanda qualcosa in particolare, come seguirlo più da vicino, scappiamo? Abbiamo il coraggio di seguirlo, o sentendoci dire «va vendi quello che hai.., poi vieni e seguimi» (Cfr. Mc 10, 21), con il volto triste ce ne andiamo?

Il giovane ricco va via perché ha molti beni. Il vangelo non dice quali sono, ma possiamo dire che sono tutto ciò che ci impedisce di seguirlo, ciò che amiamo più di Lui, l’amore di noi stessi, la carriera, i piaceri effimeri, la paura. Sì! La paura di perdere tutto andando dietro a Lui. Nel vangelo Gesù promette che chi si dona a Lui avrà cento volte tanto nel presente e la vita eterna (Cfr. Mc 10, 30). Un’altra paura è quella di non essere in grado di vivere ciò che ci chiede. Non dimentichiamo che, nella Scrittura, a chiunque Dio affida una missione dice «Non temere», è quanto ha detto ad Abramo (Cfr. Gn 26, 24), a Mosè (Cfr. Nm 21, 34), a Giuseppe (Cfr. Mt 1,,20), e infine a Maria (Cfr. Lc 1, 30). Leggendo questi brani ci si accorge che accanto ad una richiesta del Signore, se pur radicale, segue il “non temere”, e la promessa di qualcosa di grande che Lui farà per mezzo del suo servo. Ad Abramo dice«Vattene dal tuo paese… farò di te un grande popolo» (Cfr. Nm 12,1-2) e a Maria «non temere… Colui che nascerà sarà santo e chiamato Figlio dell’Altissimo» (Cfr. Lc 1, 35).

Da quanto detto possiamo capire come ciò che caratterizza la sequela è la radicalità. Seguire il Cristo vuol dire conformare la nostra vita alla sua, nello stato di vita e nelle modalità che Lui ci chiede, vuol dire avere gli stessi suoi sentimenti (Cfr. Rm 12, 16).

Chi è quel “tale”? Il “tale” è ciascuno di noi, che, alle parole di Gesù, o scappa con il volto triste perché ha molti beni, oppure lascia tutto per seguirlo.

Giovane, se una tale chiamata giunge al tuo cuore, non farla tacere! Lascia che sviluppi fino alla maturazione di una vocazione. Collabora con essa mediante la preghiera e la fedeltà ai comandamenti! “La messe in molta”.

C’è un enorme bisogno di sacerdoti secondo il cuore di Dio. E la Chiesa e il miondo di oggi hanno un enorme bisogno e testimonianza di vita donata senza riserva a Dio: della testimonianza di un tale amore sponsale dì Cristo stesso, che in modo particolare renda presente tra gli uomini regno di Dio e lo avvicini al mondo.

“Ma gli operai sono pochi! “. Forse oggi sente più che in passato, specialmente in alcuni paesi, come in alcuni istituti di vita consacrata.

“Pregate dunque il padrone della messe: mandi operai nella sua messe”, continua Cristo.

E queste parole, specialmente ai nostri tempi, diventano un programma di preghiera e di azione in favore delle vocazioni sacerdotali e religiose.

Con questo programma la Chiesa si rivolge a voi giovani. Anche voi chiedete! E se il frutto di questa preghiera della Chiesa nascerà nel profondo del vostro cuore, ascoltate il Maestro che dice: “Seguimi”.

Giovanni Paolo II

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