Ravasi: «Il Cortile dei gentili allarga i confini»

mar 7th, 2012 | By | Category: Primo Piano

“L’incontro tra credenti e non credenti avviene quando si lasciano alle spalle apologetiche feroci e dissacrazioni devastanti e si toglie via la coltre grigia della superficialità e dell’indifferenza, che seppellisce l’anelito profondo alla ricerca, e si rivelano, invece, le ragioni profonde della speranza del credente e dell’attesa dell’agnostico …

Per attuare questo incontro ci si deve armare di coerenza e di rispetto: coerenza con la propria visione dell’essere e dell’esistere, senza slabbramenti sincretistici o approssimazioni propagandistiche; rispetto per la visione altrui alla quale si riservano attenzione e verifica” .

Gianfranco Ravasi

fonte: ilcortiledeigentili.com

Dall’illuminista Parigi alla Tirana ex comunista; da Assisi, patria del Poverello, a Bucarest, porta d’Oriente. E, a venire: Barcellona, vetrina della Sagrada Familia, Stoccolma, terra dei Nobel, la Milano sede della Borsa, Marsiglia, patria di Albert Camus. In futuro: Gerusalemme, Washington, Vienna.

Il Cortile dei gentili si allarga e abbraccia culture, località, centri accademici diversissimi ma uniti – chiarisce il cardinale Gianfranco Ravasi, regista dell’operazione voluta da Benedetto XVI – dal desiderio di indagare il senso del mistero dell’uomo.

Dall’iniziale intuizione del pontefice (eravamo nel dicembre 2009) affinchè la Chiesa aprisse un «nuovo Cortile dei gentili» per dialogare con quanti «sentono la religione come una cosa estranea» ma vogliono avvicinare Dio «almeno come uno Sconosciuto», molto è già stato fatto e altrettanto è in cantiere.

Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, confida: «Il problema è tener testa alle tantissime richieste: tutto questo significa che c’è un desiderio comune contrassegnato dalla ricerca di senso».

Insomma, da quando il laico “Le Figaro” titolò l’anno scorso «Il Vaticano si invita alla Sorbona» (inaudito negli anni passati, se si pensa alla Francia laicissima), ormai sembra soffiare un’aria nuova tra Chiesa e cultura umanista: Julia Kristeva, Jean Clair, Remo Bodei, Axel Kahn, Giuliano Amato, Jean Luc Marion, Rémi Brague, Jean-Claude Casanova, Enzo Bianchi, Massimo Cacciari, Fabrice Hadjadj.

Questi solo alcuni dei nomi che hanno punteggiato il primo anno di vita del Cortile. E altri se ne stagliano all’orizzonte.

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