Le riflessioni dell’arcivescovo di New York Card. Dolan: “Evangelizzare con il sorriso”

mar 3rd, 2012 | By | Category: Apertura

Il Cardinale Timothy Dolan

La evangelizzazione in un contesto di secolarismo dove però si riscontrano segni di religiosità è il punto di partenza indicato dal  cardinale e  arcivescovo di New York Timothy Dolan, la cui relazione ha aperto i lavori della giornata di preghiera e riflessione del collegio cardinalizio.

L’evangelizzazione è il tema all’ordine del giorno per questa riunione di cardinali, impegnati nella preparazione dell’Anno della fede indetto da Benedetto XVI e che prenderà il via il prossimo 11 ottobre.

Dolan fa parte del gruppo dei 22 che hanno ricevuto la porpora da Benedetto XVI. L’arcivescovo di New York, – città che, ha detto «nonostante dia l’impressione di essere secolarizzata è ciononostante una città molto religiosa» – ha parlato di sette punti per una efficace strategia di evangelizzazione, ha invitato alla fiducia e coraggio nella missione, ha ricordato che il cristianesimo è fede in una Persona e non in un concetto, ha parlato di «analfabetismo catechetico» come «sfida» da raccogliere in occasione dell’Anno della fede indetto dal Papa. E Dolan ha ironizzato a proposito di una frase del segretario di Stato il cardinale Bertone che aveva indicato in New York la capitale del secolarismo.

«La nuova evangelizzazione si compie con il sorriso, non con il volto accigliato», ha detto, e, «la Chiesa è fondamentalmente un sì, non un no». Portare il Vangelo «un atto d’amore» che può richiedere il «sangue». «Oggi tristemente – ha commentato – abbiamo martiri in abbondanza».

Dolan ha voluto cimentarsi con l’italiano, attirandosi le simpatie dell’uditorio. «Grazie a voi, Santo Padre e confratelli – ha detto – per aver sopportato il mio italiano primordiale. Quando il cardinale Bertone mi ha chiesto di parlare italiano, mi sono preoccupato perchè parlo italiano come un bambino».

Tornato serio, ha ricordato l’ammonimento ai teologi di «cercare di parlare della fede come un bambino» e, «abbiamo bisogno dire di nuovo – ha concluso – come un bambino, la eterna verità, la bellezza e la semplicità di Gesù e della sua Chiesa».

Da parte sua monsignor Rino Fisichella nella «comunicazione» sull’Anno della Fede durante la riunione del Collegio cardinalizio, alla presenza di Benedetto XVI, alla vigilia del Concistoro, ha affermato che gli obiettivi principali sono: «Rinnovare e fortificare la fede in un momento di particolare crisi che vede, anzitutto, molti cristiani indifferenti, lontani dalla vita e dalla comunità e spesso confusi per le vicende della storia che soprattutto in questo periodo è entrata in una grave crisi di identità e di responsabilità sociale».

«I contenuti fondamentali della fede non sono più conosciuti – ha proseguito il presidente del Pontificio Consiglio per la Nuova evangelizzazione – e la partecipazione alla vita sacramentale conosce una notevole diminuzione mai registrata in precedenza». Secondo monsignor Rino Fisichella, «lo stesso entusiasmo missionario che nel passato aveva portato a lasciare il proprio Paese per inoltrarsi in territori dove il nome di Gesù Cristo non era ancora conosciuto, si è notevolmente affievolito».

Per Fisichella, inoltre, non va dimenticata «la condizione di profonda frammentarietà in cui versa la cultura in generale, che impedisce spesso di approdare a un visione comune e a un progetto di impegno condiviso». L’Anno proclamato da Benedetto XVI, in tale contesto, con le iniziative il cui programma è in via di definizione, «diventa un’occasione propizia perchè la Chiesa intera offra una comune e unitaria testimonianza della sua fede».

Concludendo i lavori della riunione straordinaria dei cardinali di tutto il mondo, Benedetto XVI ha definito la relazione del cardinale designato Timothy Dolan, arcivescovo di New York, «entusiasmante, gioiosa e profonda», e quella dell’arcivescovo Fisichella «un ricco contributo di idee e di iniziative» e ha ringraziato pure tutti i partecipanti all’incontro, affermando che i due interventi hanno rappresentato un «ampio mosaico di idee e di proposte».

Lo riferisce il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, sottolineando che il Papa «ha messo in rilievo l’importanza del Concilio Vaticano II per riscoprire la contemporaneità di Gesu» e della fede« ed ha rilevato » la necessità di un vero rinnovamento della catechesi per mettere in risalto i suoi preziosi contenuti di verità, reagendo a quello che è stato definito «analfabetismo religioso».

Il Pontefice, inoltre, «ha riaffermato fortemente la necessita» della profonda convinzione della verità della rivelazione di Dio nel suo Figlio Gesù Cristo, poichè «se non c’è verità non c’è bussola e non sappiamo dove andare», e «solo se c’è verità la vita è ricca e bella». Senza questa convinzione, ha spiegato ai cardinali, «non possiamo rievangelizzare l’umanità di oggi».

(http://vaticaninsider.lastampa.it/homepage/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/concistoro-12768/. Postato da Angela Magnoni)

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