Un tempio di pietre vive

feb 29th, 2012 | By | Category: Apertura

Era il 1547 quando il Vicere di Palermo, Giovanni di Vega, mise la prima pietra per la realizzazione della Chiesa dedicata alla Madonna dei miracoli e progettata da Fazio Cagini, per ricordare i prodigi compiuti dalla Vergine.

L’Arcivescovo di Palermo di allora, decretò che il giorno della festa da farsi ogni anno fosse il 10 di Maggio e concesse quaranta giorni d’Indulgenza a chi visitasse in tal giorno la Chiesa. Così da allora, questo tempio ha accolto fedeli di ogni ceto sociale, gruppi, confraternite, associazioni, movimenti. Le sue mura dopo 465 anni, sembrano risplendere dell’antico fascino dopo due anni di lavori di un accurato restauro conservativo.

S. Maria dei Miracoli (Foto S.Natoli)

Il tempio è costruito con una struttura di pietra e colonne si slanciano in alto e rende alla chiesa un particolare fascino.

Questa Chiesa già dal 2009 è stata destinata dal Card. Paolo Romeo, come luogo per svolgervi la Pastorale per le migrazioni. E così oggi 5 Febbraio in occasione della S. Messa di riapertura al culto della medesima, abbiamo potuto vedere anche la bellezza del tempio vivo, fatto di pietre vive. Filippini, ghanesi, ivoriani, rumeni, latino americani, mauriziani, sri lankesi tamil e cingalesi, italiani, etc. hanno riempito la chiesa costruita con pietra arenaria.

P. Sergio Natoli omi

Tre tocchi di campana hanno radunato le persone dinanzi all’acqua santiera per la benedizione e l’aspersione del popolo, poi il canto del gloria che ha coinvolto anche la nostra corporeità. L’ascolto della Parola di Dio in tre lingue diverse e le preghiere dei fedeli fatte in atre 7 lingue era il riflesso della Pentecoste una risposta alla babele spesso presente nella nostra società.

L’ostensione di un crocifisso africano alla venerazione e la benedizione dell’altare costruito a forma di barca, sono stati dei momenti molto toccanti che ci hanno permesso di capire in modo visibile la cattolicità della chiesa, di una chiesa popolo di Dio fatta di pietre vive.

Questa convivenza di popoli e culture attorno allo stesso altare per nutrirci della medesima Parola e dello steso pane di vita eterno, per cercare la medesima linfa vitale per costruire nel medesimo territorio una convivenza di popoli e culture è qualcosa di straordinario. Un nostro amico italiano con un SMS ci ha scritto: “Oggi ho visto una Chiesa viva che è capace di includere”.

La “Madonna dei miracoli” sta costruendo qualcosa di straordinario nella nostra città di Palermo: l’unità dei popoli nella diversità culturale. Un tempio realizzato con pietre vive.

p. Sergio Natoli omi

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