Nel solco dell’educazione

feb 8th, 2012 | By | Category: Cultura

La linea pastorale della Chiesa italiana fino al 2020 è, come sappiamo, l’educazione, sulla quale i Vescovi ci hanno invitato a riflettere con il bel documento Educare alla vita buona del Vangelo, pubblicato alla fine del 2010.

Proviamo dunque a fare nostri alcuni spunti di queste pagine, nell’ambito del grande cammino ecclesiale, ricordando l’iniziativa di Dio per Israele (lo circondò, lo allevò, lo custodì come pupilla del suo occhio Dt, 32,10), la pedagogia di Gesù, maestro ed educatoreper gli apostoli e per tutti i discepoli, l’opera della Chiesa, con il suo sforzo secolare per formare alla sequela del Gesù ogni uomo, consapevole che anche i valori più alti dell’umanità vengono arricchiti e completati dall’incontro col Figlio.

Gli eventi più recenti della Chiesa italiana, in particolare il convegno di Verona, hanno suscitato l’esigenza della testimonianza, declinata nel mondo secondo i vari ambiti. In tal modo si è fatta strada la consapevolezza che è proprio l’educazione la sfida che ci attende nei prossimi anni: “ci è chiesto un investimento educativo capace di rinnovare gli itinerari formativi, per renderli più adatti al tempo presente e significativi per la vita delle persone, con una nuova attenzione agli adulti” (Educare alla vita buona del Vangelo, 3).

Oggi si tratta di un’“emergenza educativa” perché Il bene e il male si confondono in modo incredibile; la valutazione di ciò che è giusto o invece non lo è ha perso significato; tutto è relativo al momento e alla situazione. Ciò che conta è l’utile, ciò che mi fa comodo. La libertà è concepita come un assoluto arbitrio senza responsabilità e la vita come un’affannosa ricerca della soddisfazione di ogni desiderio passeggero che l’enorme sviluppo tecnologico contribuisce a darci l’illusione di poter essere soddisfatto. …A farne le maggiori spese naturalmente sono i giovani, lasciati soli a crescersi, dentro un bombardamento continuo di stimoli verso una vita consumistica e deresponsabilizzata. Essi hanno nel cuore il desiderio di verità e di bellezza, di amore e di gioia autentica, sono portati alla generosità e al dono di sé: il rischio però è che non trovino adulti autorevoli che li amino per davvero e li accompagnino nella loro crescita.(F. Tardelli “Educare alla vita buona del Vangelo”, programma pastorale,2).

La pedagogia cristiana abbraccia ogni attitudine e ogni capacità dell’uomo; ma, attratta dalla bellezza più profonda della vita nuova nata dal dono pasquale, tende a formare l’intelligenza, la volontà e la capacità di amare in vista di scelte solide e definitive. La cultura di oggi è fortemente segnata, invece, dai programmi a breve termine, mentre il peso del male nelle sue varie forme può ostacolare fortemente questo sviluppo.

Solo nella fede in Cristo possiamo costruire un percorso credibile: “Anima dell’educazione, come dell’intera vita, può essere solo una speranza affidabile”. La sua sorgente è Cristo risuscitato da morte(Educare, etc.5). Dalla sua persona nasce il contributo specifico dell’educazione cristiana, il profilo di un cristiano capace di offrire speranza, teso a dare un di più di umanità alla storia…(Id.id.)

Il compito arduo cui siamo chiamati troverà negli eventi stessi i segni dei tempi che ci accompagneranno

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