Mi ami tu ?

feb 6th, 2012 | By | Category: La Voce del Seminario

«Quand’ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: “Simone di Giovanni mi ami tu più di costoro?”. Gli rispose: “Certo, Signore, tu lo sai che ti amo” Gli disse: “Pasci i miei agnelli”. Gli disse di nuovo: “Simone di Giovanni, mi ami?”. Gli rispose: “Certo, Signore, tu lo sai che ti amo”. Gli disse: “Pasci le mie pecorelle”. Gli disse per la terza volta “Simone di Giovanni, mi ami?”. Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli dicesse: Mi ami?, e gli disse. “Signore, tu sai tutto; tu sai che ti amo”. Gli rispose Gesù: “Pasci le mie pecorelle. In verità, in verità ti dico quando eri più giovane ti cingevi la veste da solo, e andavi. dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti. cingerà la veste e ti porterà dove tu non vuoi”. Questo gli disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E detto questo aggiunse: “Seguimi”. Pietro allora, voltatosi, vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, quello che nella cena si era chinato sul suo petto e gli aveva domandato: “Signore, chi è che ti tradisce?”. Pietro dunque, vedutolo, disse a Gesù: “Signore, e lui?”. Gesù gli rispose: “Se voglio che egli rimanga finché io venga, che importa a te? Tu seguimi”» Gv 21 15-23).

Ogni giorno tanti sono i richiami che arrivano ai nostri cuori, tra questi anche l’invito di Gesù, il Signore, di amare in pienezza sia chi ci sta vicino sia soprattutto Lui, il Figlio di Dio. Questa stessa domanda che Egli fece ad un povero pescatore chiamato ad essere “guida” e “custode” della fede dei suoi fratelli anche oggi è rivolta a te. Così come Pietro riceve la solenne conferma della sua specifica missione apostolica e delle condizioni necessarie per assolverla, anche noi siamo chiamati a guardare in profondità, dentro i nostri cuori, per cogliere il progetto che Dio ha voluto affidarci.

Non dobbiamo avere paura! .Nel racconto appare chiaramente che Pietro non è migliore degli altri e che la scelta di lui è in realtà una chiamata a servire, e non una distinzione per i suoi meriti. La presenza dell’amore in un uomo è il segno che egli è nato da Dio, che dimora ed agisce in lui.

Da qui in avanti è introdotto nell’intimità divina, vive nel segreto di Dio in comunione vivente con tutti. Se l’amore è autentico deve tradursi in atto, non ci si può accontentare di essere cristiani “a parole, o con la lingua” (Cfr. Gv 3, 18). Seguendo l’esempio di Gesù, il cristiano deve “dare la sua vita per i fratelli” (Cfr. Gv 3, 16).

Ogni nuovo giorno può portare te al suo amore, tu che sei in ricerca, sappi che in Gesù si realizza la sintesi perfetta tra preghiera ed esistenza. Tu sei chiamato ad “entrare” nel mistero del suo “amore”.

Con un gesto di generosità totalmente gratuita, Dio ha voluto aprire agli uomini la strada della salvezza. Per questo ogni discepolo diventa tale soltanto in forza della grazia che proviene da Dio.

L’amore di Gesù non solo ha prevenuto la nostra risposta, ma anche l’ha fatta nascere e non cessa mai di sostenerla. L.M.

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