L’autentica «Prudenza»

gen 26th, 2012 | By | Category: Primo Piano

Siamo giunti al secondo appuntamento del Ciclo organizzato dal Serra Club 184 di Genova sul tema delle 4 virtù cardinali: Giovedì 16 febbraio 2012 alle ore 18.00 presso la Sala Quadrivium (Piazza Santa Marta) si terrà infatti l’incontro sulla “prudenza”, guidato da Mons. Marco Frisina, biblista e noto musicista, con la proiezione, a cura di Alberto Di Giglio, di ampi spezzoni del film di Xavier Beauvois “Uomini di Dio”, sulla vicenda di sette monaci chiamati ad una scelta cruciale per le loro esistenze, minacciate dal fondamentalismo.

La virtù della prudenza sembra ormai scomparsa dal vocabolario morale moderno.

Spesso si confonde la prudenza col calcolo egoistico o con la mancanza di coraggio.

Occorre riprendere invece il filo del discorso a partire dal pensiero filosofico antico e seguirlo passando attraverso la dottrina morale elaborata dai teologi medioevali e dai maestri della spiritualità cristiana.

Gli autori classici osservavano che prudentia deriva da providere, che significa sia prevedere che provvedere. E’ dunque una virtù che si apre sull’avvenire e misura gli effetti delle azioni presenti su un futuro pieno di incertezze e di rischi.

Il lavoro tipico della virtù della prudenza è quello di individuare il bene nelle situazioni concrete della vita e di trovare i mezzi più efficaci per compierlo.

La virtù della prudenza è una luce costante che illumina e guida gli atti liberi dell’uomo.

Nella prospettiva cristiana, però, la prudenza senza la Fede è una luce insufficiente.

La prudenza cristiana è un dono dall’alto che si sviluppa con la nostra cooperazione personale in modo tale da pervenire al traguardo della maturità cristiana.

La prudenza cristiana tiene l’occhio fisso al fine soprannaturale verso il quale dirigere costantemente la navigazione, senza mai farsi sviare: si ispira a Gesù Cristo e alle Sue parole di vita eterna. Per questo ha ali di aquila e non induce mai a comportamenti mediocri.

Al contrario, non di rado, ispira gesti generosi ed eroici che la mentalità del mondo non concepisce e non comprende.

E’ la prudenza soprannaturale che ha suggerito ai Santi imprese impossibili, che al buon senso comune apparivano follie.

Emilio Artiglieri - Presid. Serra Club Genova 184

E’ proprio questa la “prudenza” che infine ha ispirato i protagonisti del film “Uomini di Dio”.

Emilio Artiglieri

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Proiezioni dal Film “Uomini di Dio” di Xavier Beauvois

UOMINI DI DIO (tit orig. Des hommes et des Dieux) di Xavier Beauvois

regia: Xavier Beauvois – scenegg.: Etienne Comar – adattamento e dialoghi: Xavier Beauvois, Etienne Comar – fotogr.: Caroline Champetier – scenogr.: Michel Barthelemy – suono: Jean-Jacques Ferran, Eric Bonnard – mont.: Marie-Julie Maille – consulente monastico-religioso: Henry Quinson – direttore del coro: François Polgar – interpr. princ.: Lambert Wilson (Christian), Michael Lonsdale (Luc), Olivier Rabourdin (Christophe), Philippe Laudenbach (Célestin), Jacques Herlin (Amédée), Loïc Pichon (Jean-Pierre), Xavier Maly (Michel), Jean-Marie Frin (Paul), Abdallah Moundy (Omar), Olivier Perrier (Bruno), Fayattia Farid Larbi (Ali), Adel Bencherif (Terrorista) – durata: 120’– origine: FRANCIA, 2010 – distrib.: Lucky Red (22.10.2010).

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Il film racconta un fatto realmente avvenuto in Algeria nel 1996: l’uccisione di sette monaci trappisti, nell’Atlante algerino, presso il monastero di Tibhirine, tra i monti del Maghreb. La loro è una vita serena, a contatto con la popolazione musulmana del villaggio che è sorto attorno al monastero. I monaci pregano, lavorano e si dedicano alla cura degli abitanti, fornendo loro medicine, vestiario e consigli.

Ciò che emerge dal racconto è l’umanità fragile di questi monaci, i quali , di fronte al pericolo, si spaventano e arrivano a contestare, seppur in forma leggera e in riferimento al metodo, il proprio priore.

I monaci: Jean Pierre: «Dobbiamo restare»; Paul: «Credo che si debba andar via un po’ alla volta»; Célestin: «Io sono malato; voglio andare via»; Luc: «Partire è morire; io resto»; Michel: «Nessuno mi aspetta da nessuna parte, io resto»; Amedée: «Non lo so; bisogna pensarci e pregare insieme»; Christophe: «Io penso che dobbiamo andarcene»; conclude Christian: «Sono d’accordo con Amédée; penso che sia prematuro decidere». Queste alcune espressioni tratte dal film: «la mia vocazione è di essere qui, con gli altri; non mi ci vedo andare via»; «Sarebbe un problema andarcene tutti; nemmeno io sono pronto ad andarmene»;- «Stanotte pensavo all’idea di partire e non mi sentivo in pace; decidere che scappiamo cosí non ha senso».

Film coniugato con la Virtù cardinale della Prudenza

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Mons. Marco Frisina è nato a Roma il 16 dicembre 1954. Ha conseguito il diploma in composizione al Conservatorio di Santa Cecilia e si è laureato in Lettere all’Università La Sapienza di Roma, quando già era stato ordinato sacerdote. Ha compiuto gli studi teologici alla Pontificia

Mons. Marco Frisina

Università Gregoriana e, da presbitero, s’è poi specializzato in Sacra scrittura al Pontificio istituto biblico. Dal 1985 è Maestro Direttore della Cappella musicale lateranense. È negli anni ’80 che decide di costituire un coro per l’animazione liturgica. In questo modo, spontaneamente, si è formato il Coro della Diocesi di Roma, un insieme di giovani non professionisti uniti dal desiderio di compiere un cammino spirituale e culturale. Da questa esperienza nasce anche l’Orchestra della Diocesi di Roma, sorta proprio per accompagnare l’attività musicale del coro. Dal 1991 al giugno del 2011 è stato direttore dell’Ufficio liturgico del Vicariato di Roma, Rettore della Basilica di Santa Cecilia in Roma, dove ha sede ogni domenica la Messa degli Artisti. In quell’anno ha iniziato la sua collaborazione al progetto internazionale della Rai Bibbia, sia come consulente biblista, sia come autore delle musiche. Negli Stati Uniti ha ottenuto due nomination per il Cable ace award per Abramo e Giacobbe, mentre lo stesso premio se l’è aggiudicato per Giuseppe. La sua produzione di canti liturgici è molto vasta:  più di 120 sono pubblicati, e molti altri sono conosciuti in Italia e all’estero. Ha composto ed eseguito dinanzi a Giovanni Paolo II 20 oratori, realizzati appositamente per lui. Ha al suo attivo numerose composizioni sinfoniche e da camera, ha partecipato a varie rassegne musicali con la sua orchestra e con i suoi due cori. Accompagna sempre coro e orchestra della Diocesi di Roma alle più importanti manifestazioni televisive, come quelle in diretta dal Vaticano, o come in occasione degli eventi più importanti trasmessi in mondovisione. È anche stato il responsabile musicale degli eventi giubilari in occasione del Grande Giubileo del 2000, come il Congresso Eucaristico Internazionale, la Giornata Mondiale della Gioventù e il Giubileo delle Famiglie. Nel 1998 ha ricevuto il Premio Colonna sonora dell’Ente dello Spettacolo, per la musica della Bibbia televisiva. È l’autore e compositore del musical La Divina Commedia, rappresentato al Sistina di Roma e in molte città, ultima tappa a Montecarlo. Ha composto l’oratorio prodotto da Anima Mundi Il Cantico dei Cantici.


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