Costruire la società educante

gen 26th, 2012 | By | Category: Cultura

“Ma tuo figlio lo mandi alla festa, cosi tardi, da solo?”, ” Il mio insiste che vuole il cellulare e dice che ce l’hanno tutti”. “Mio figlio rientra dopo mezzanotte; tutti rientrano a quell’ora, e possibile?”.

Frasi di questo genere spesso non si sentono all’uscita dei. licei, ma di scuole elementari. Genitori in preda al panico, spiazzati da abitudini e usi che non vorrebbero nelle loro famiglie ma che invece entrano da ogni parte benché lasciati ufficialmente fuori dalla porta. Si rimane esterrefatti ma spesso e volentieri impotenti e privi di iniziativa.

Quanti genitori confidano a preti, catechisti, insegnanti di non avere affatto il controllo dei figli. Quanti di noi si sentono poi davvero privi “di forze di fronte a tanti esempi che i nostri figli ricevano dalla società, esempi che noi rifiutiamo ma di fronte ai quali i nostri figli impietosamente ci ricordano “Questa è la società dove vivi tu, questa società l’hai costruita tu !”

Il sintomo di impotenza e di sgomento ci afferra talvolta, tuttavia la Sacra Scrittura ci ammonisce: “non farti cadere le braccia”. Qualcosa è possibile fare.

Diverse organizzazioni si muovono in queste problematiche ogni giorno aiutando le famiglie, incontrando queste. problematiche nei campi estivi, discutendone nei cammini formativi, durante tutto l’anno. L’uso stesso del termine “Repubblica dei Ragazzi” era non. tanto una megalomania; ma un indirizzo preciso a educare ragazzi che fossero cittadini degni del Vangelo, e non entità astratte che evadevano, da questo mondo, bensì persone pronte a portare l’amore di Dio per le strade della Storia.

La comunità cristiana offre il suo contributo e sollecita quello di tutti perché la società diventi sempre più terreno favorevole all’educazione. Favorendo condizioni e stili di vita sani rispettosi dei valori, è possibile promuovere lo sviluppo integrale della persona, educare all’accoglienza dell’altro e al discernimento della verità, alla solidarietà e al senso della festa, alla sobrietà e alla custodia del creato, alla mondialità e alla pace, alla legalità, alla responsabilità etica nell’economia e all’uso saggio delle tecnologie TPF.

Ciò richiede il coinvolgimento non solo dei genitori e degli insegnanti; ma anche degli uomini politici, degli imprenditori, degli artisti, degli sportivi, degli esperti della comunicazione e dello spettacolo.

La società nella sua globalità infatti costituisce un ambiente vitale dal forte impatto educativo; essa veicola una serie di riferimenti fondamentali che condizionano in bene o in male la formazione dell’identità, incidendo profondamente sulla mentalità è sulle scelte di ciascuno. Inoltre, i vari ambienti di vita e di relazione non ultimi quelli del divertimento, del tempo libero e del turismo esercitano un’influenza talvolta maggiore di quella dei luoghi tradizionali, come la famiglia e la scuola.

Essi offrono perciò preziose opportunità perché non manchi, in tutti gli spazi sociali, una proposta educativa integrale.

Don Fully Doragrossa

Fonte: Il cittadino

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