Quando la spontaneità è controllata dalla ragione

gen 12th, 2012 | By | Category: Il Serra nel Mondo

Ieri sera ho partecipato alla Adorazione presso il Seminario San Carlo di Lugano. Come sempre questa esperienza mi colma di serenità e di pace interiore.
Ascoltare questi giovani provenienti da ogni parte del mondo in un clima di armonia e fraternità fa dimenticare per un attimo tutte le brutture che avvengono a ritmo sempre più incalzante. Questi saranno i futuri Sacerdoti, coloro cioè che si sono impegnati ad essere al servizio dei fratelli più deboli.
Non è una scelta facile e, per il credente, è una chiamata del Signore.Questi giovani hanno risposto con umiltà” eccomi Signore”.
Non è facile oggi essere Sacerdote. Le pressioni della attuale società, l’aggressione psicologica e, come succede in altre parti della mondo, anche quella fisica, rendono la missione estremamente dura a livello sociale. Esiste la tendenza a mettere in evidenza i pochi e isolati errori e si trascurano i sacrifici e l’impegno dei tanti.
Due concetti mi hanno colpito dell’omelia di Don Willi, Rettore del Seminario San Carlo di Lugano:- la “messe” è molta, gli operai sono pochi- non sempre la spontaneità è veritàDue concetti religiosi che sono cosi attuali nella società in cui viviamo.
Se noi consideriamo la “messe” l’umanità, e gli operai gli uomini di buona volontà, da sociologo ritengo che la trasmigrazione dal religioso al sociale sia immediata e che il concetto non possa non essere condiviso anche da chi non ha fede religiosa.
Per quanto riguarda il secondo concetto, esso cerca di sfatare il legame tra ” spontaneità e verità”. Normalmente si ritiene che quello che è spontaneo è sempre da considerarsi buono. Niente di più errato. La spontaneità se non è confortata dai valori diventa un rischio sociale assoluto perchè talvolta, non controllata dalla ragione, sviluppa una energia normalmente dirompente e non controllabile. Solo quando la spontaneità si collega ai valori diventa maturità.Grazie Don Willi per averlo ricordato con tanta semplicità.

Giampiero Camurati

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