Una guida per i seminaristi: il Bollettino annuale di Aversa. L’impegno con accanto il Serra Club

gen 11th, 2012 | By | Category: Primo Piano

E’ uscito il Bollettino annuale 2011/12 del Seminario Vescovile di Aversa guidato dal Rettore mons. Stefano Rega che racchiude frasi e immagini significative per la coltivazione dell’esperienza a seguito della chiamata e delle attitudini per la formazione dei giovani seminaristi nel loro percorso umano e di discernimento.

L’incipit riprende le parole del Santo Padre pronunciate in

a sx S.Em. Gianfranco Ravasi - a dx Mons. Stefano Rega

occasione della Giornata Mondiale della Gioventù 2011: “Cari Amici, preparatevi ad essere apostoli con Cristo e come Cristo, per essere compagni di viaggio e servitori degli uomini.  Come vivere questi anni di preparazione? Anzitutto devono essere anni di silenzio interiore, di orazione costante, di studio assiduo e di prudente inserimento nell’azione e nelle strutture pastorali della Chiesa. La Chiesa è comunità e istituzione, famiglia e missione, creata da Cristo mediante lo Spirito Santo e, allo stesso tempo, risultato di quanti la costituiamo con la nostra santità e con i nostri peccati. Così ha voluto Dio, che non disdegna di fare di poveri e peccatori suoi amici e strumenti di redenzione del genere umano. La santità della Chiesa è prima di tutto la santità oggettiva della persona stessa di Cristo del suo Vangelo e dei suoi Sacramenti, la santità di quella forza dall’alto che l’anima e la sospinge. Noi dobbiamo esser santi per non creare una contraddizione fra il segno che siamo e la realtà che vogliamo significare”.

Segue la voce di S.Ecc. Mons. Angelo Spinillo, con frasi pronunciate nel Convegno Diocesano del 24 settembre 2011: ”…Educare infatti non è l’insegnare dottrine rigidamente statiche con la pretesa di omologare la vita delle persone in unico schema mentale. Potremmo riconoscere questo atteggiamento e questa logica nei farisei di cui ci parla il Vangelo.

Gesù il Maestro ci ha insegnato che educare è piuttosto il desiderio e la speranza di camminare insieme. Infatti Gesù chiama i suoi discepoli, chiama coloro che incontra sulla via e a tutti e soprattutto a chi gli chiede una via per la vita, non dà semplicemente delle indicazioni, ma sempre dice: “Seguimi“. Gesù non si limita a dare astratte regole di vita lasciando poi che ciascuno faccia un suo cammino, ma vuole che tutti possano essere partecipi del suo vivere. Egli non manda via la folla perché vadano e si comprino qualcosa da mangiare“ (Mc 6,36). Egli è il Maestro che lava i piedi dei suoi discepoli e “ci educa con la sua stessa vita“ (EVBV 16); Egli spezza il pane ed offre a tutti il suo corpo, tutto se stesso. La comunità cristiana, allora educa quando illumina la realtà quotidiana con la disponibilità a seguire il Signore, a vivere con Lui e per Lui; quando educa se stessa alla fede nel Dio che la chiama alla pienezza della vita”.

Il Rettore mons. Stefano Rega presenta il Seminario Vescovile di Aversa: “Cari amici, anche quest’anno sono lieto di darvi il benvenuto nel nostro Seminario Vescovile di Aversa, luogo di crescita e di formazione alla “vita buona del Vangelo“, alla scuola di Cristo, educatore per eccellenza del suo popolo e di ogni credente. All’equipe degli educatori del Seminario, che con generosità e passione si dedica alla cura dei nostri ragazzi, in un clima di fraterna e costruttiva collaborazione ed a me stesso, conscio del nostro delicato impegno educativo, rivolgo le parole di Paolo VI circa “l’arte sovrana di educare“, menzionate negli Orientamenti della Cei per questo decennio: “l’educatore non è un osservatore passivo dei fenomeni della vita giovanile, deve essere un amico, un maestro, un allenatore, un medico, un padre a cui non tanto interessa notare il comportamento del suo pupillo in determinate circostanze, quanto preservarlo da inutili offese e allenarlo a capire, a volere, a godere, a sublimare la sua esperienza“.

Dunque, siamo chiamati a farci compagni di cammino dei nostri ragazzi e di ogni uomo perché, attraverso una relazione improntata sulla fiducia e al dialogo arricchita in primis dalla testimonianza della nostra fede e del nostro “Si“ quotidiano, essi possano scoprire la bellezza di credere in Cristo, lasciandosi provocare dal suo Amore, totale, incondizionato, integrale che trasforma la nostra vita e ci apre al servizio della ‘città degli uomini“, quanto mai indispensabile in questi tempi di grande inquietudine sociale ed umana, da cui i nostri giovani non sono esenti.

Queste due parole, bellezza ed amore, fanno ritornare alla mia mente il meraviglioso evento della GMG di Madrid, quando il Santo Padre, rivolgendosi alle migliaia di giovani ha affermato: “Si, cari amici, Dio ci ama. Questa è la grande verità della nostra vita che dà senso a tutto il resto. Non siamo frutto del caso o dell’irrazionalità, ma all’origine della nostra esistenza c’è un progetto d’amore di Dio. Rimanere nel suo amore significa quindi vivere radicati nella fede, perché la fede non è la semplice accettazione di alcune verità astratte bensì una relazione intima con Cristo che ci porta ad aprire il nostro cuore a questo mistero di amore e a vivere come persone che si riconoscono amate da Dio“.

Riconoscere l’amore di Dio e il suo progetto per la nostra vita è l’augurio che rivolgo a tutti i seminaristi, esortandoli, nella diversità dei loro cammini formativi ed educativi, “a tenere fisso lo sguardo su Cristo, autore e perfezionatore della nostra fede“. Infatti come ha ricordato il Santo Padre a Madrid, ogni seminarista già nel tempo della sua preparazione al ministero ordinato, deve sentire, con forza e desiderio, la chiamata alla santità “per non creare una contraddizione fra il segno che siamo e la realtà che vogliamo significare“.

Quest’anno la Diocesi è invitata dal nostro Vescovo Angelo, cui va il mio ringraziamento per l’affetto, la premura e il sostegno che sin dal suo arrivo ha riservato all’opera educativa del nostro seminario, a riflettere sul tema dell’educazione alla fede per riscoprire la presenza di Dio nella nostra vita, che “lungo la via parla“, come hanno sperimentato i due discepoli di Emmaus. In apertura del convegno, il nostro Pastore ha ricordato che la “comunità cristiana educa quando illumina la realtà quotidiana con la disponibilità a seguire il Signore, a vivere con Lui e per Lui;  quando educa se stessa alla fede nel Dio che la chiama alla pienezza di vita“.

In tale senso seguendo il cammino pastorale della nostra Diocesi,  assicuro l’impegno del Seminario, specie in quest’anno, ad essere sempre più luogo di ascolto attento ed umile del Dio che parla ai nostri cuori, per ravvivare in noi la chiamata alla fede che dona la vita eterna, con proficui incontri di preghiera, di confronto vocazionale e spirituale.

In quest’opera possiamo ricevere forza e sostegno dal Sacramento dell’Eucarestia, dal Pane della Vita “da cui trarre vigore per una rinnovata capacità educativa, attenta a testimoniare i valori fondamentali dell’esistenza, del sapere, del patrimonio spirituale e culturale; la sua vitalità ci farà abitare la città degli uomini con la disponibilità a spenderci nell’orizzonte del bene comune per la costruzione di una società più equa e fraterna“, come ha ribadito Papa Benedetto ad Ancona nella chiusura del Congresso Eucaristico Nazionale Italiano, altro evento importante di quest’anno per la Chiesa italiana.

Al Dirigente scolastico, ai docenti ed ai collaboratori tutti, in particolare agli allievi del nostro Istituto “I. Caracciolo“, rivolgo l’augurio di un fecondo e attento lavoro intellettuale ed umano: la scuola, come ha ribadito il documento “Educare alla Vita buona del Vangelo’, pur dinanzi ad una sfida educativa molto complessa “ha il compito di trasmettere il patrimonio culturale elaborato nel passato, aiutare a leggere il presente, far acquisire le competenze per costruire il futuro“ rendendo i giovani capaci di essere i protagonisti nella ricerca del bene comune.

E’ compito del nostro Istituto formare “integralmente“ i nostri studenti, aprendo il loro orizzonte personale alla Trascendenza, alla consapevolezza, cioè, che ogni sapere trova la sua origine ed il suo fine più autentico nella ragionevolezza della fede nel Dio fatto carne, nel Dio che è Logos, e che ci chiama alla vera vita, strappandoci dalla futilità e dall’apparenza di tante proposte del mondo odierno, basate su logiche egoistiche e di non amore all’altro, di cui i giovani sono tante volte prede.

Auguro buon cammino a tutti coloro che in vario modo affiancano il nostro impegno educativo, in modo speciale agli amici del Serra Club e del CDV. Alla Vergine Santa, donna dell’ascolto, che serbava ogni cosa nel suo cuore, affido l’opera del nostro seminario e ciascuno di voi, cari amici, perché Ella ci guidi a rispondere con una fede generosa e attiva alla chiamata del suo Figlio, per riconoscerlo e servirlo ogni giorno nei fratelli”.

In merito alla collaborazione intensa e costante del Serra Club con il Seminario Vescovile citata dal Rettore Rega, (il primo, nel suo ruolo educativo impeccabile, a non essere mai un osservatore passivo dei fenomeni della vita giovanile) fa piacere menzionare le citazioni nello stesso annuario degli appuntamenti congiunti Seminario Aversa e Serra, con la cooperazione fattiva, anche come docenti, della Prof.ssa Maria Luisa Coppola, Vice Presidente ai programmi del Serra International Italia e della Prof.ssa Rossana Martino, Presidente del Serra Club di Aversa.

Parla da sé nell’impegno congiunto a favore dei seminaristi anche la foto nell’annuario del Seminario del Rettore Stefano Rega con la Prof. Coppola, il past Presidente di Serra International Cesare Gambardella e il Presidente di Serra International Thomas Wong. E l’intervento “Prima del fare il sentire“ di Rossana Martino.

Nell’ottobre 2010 ad esempio è stato organizzato dal Serra Club un pellegrinaggio guidato da mons. Rega nei luoghi francescani di Arezzo e Cortona prima degli incontri aperti alla città di Aversa del Serra Club dal tema “La vita come vocazione”, il percorso ideato da Maria Luisa Coppola che ha preso avvio sempre nel 2010 tra letteratura, musica, poesia ed arte per significare la Bellezza, soprattutto quando genera emozioni, sentimenti e riflessioni sul senso della vita. Quindi è seguito nel dicembre 2010 l’incontro con il Serra Club introdotto da Don Mario Vaccaro, responsabile della pastorale universitaria, dove don Gennaro Matino, Vicario Episcopale di Napoli, ha presentato il suo romanzo “la culla vuota“, con l’intervento della D.ssa Emilia Narciso, presidente provinciale dell’Unicef, per dibattere sui temi attuali dell’infanzia nel mondo. Fino poi all’incontro con Nello Rega giornalista Rai con il suo libro “Diversi e divisi“ al colloquio con il Prof. Pasquale Giustiniani docente di Filosofia teoretica che ha introdotto la d.ssa Clotilde Punzo con il suo libro “Non ho più smesso di cantare“, all’appuntamento con Mimmo Muolo, giornalista di Avvenire e direttore de “Il Serrano”, fino alla premiazione del concorso scolastico di Serra Italia a Nomadelfia in provincia di Grosseto e ad altre tappe sostanziali per la vita del seminario, della città di Aversa e del Serra Club. Il tutto confluito anche nella esperienza e nella partecipazione al Convegno del CNV lo scorso 3-5 gennaio 2012 ove mons. Stefano Rega ha donato l’annuario anche a S.Em. Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio per la Cultura. L’annuario del Seminario di Aversa testimonia anch’esso come “Rispondere all’amore si può“, titolo del Convegno targato CNV.

Viviana Normando

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