Cenni storici sul Giubileo

gen 10th, 2012 | By | Category: Primo Piano

La parola “Giubileo” deriva dalla parola ebraica “jobel”, cioè il corno del caprone che si suonava alla fine del settimo anno sabbatico (l’anno sabbatico era il settimo e quindi il settimo anno sabbatico era il quarantanovesimo).

Nel settimo mese dell’anno ebraico, cioè nel mese di “nisan”,  con il suono del corno del caprone, i sacerdoti del tempio avvisavano il popolo che l’anno successivo (il cinquantesimo) era, come dice il profeta Ezechiele, l’anno “ethos tés aféseos”, l’anno della remissione, un anno di ordine socio-politico.

In tale anno sabbatico specialissimo la terra non doveva essere lavorata, non era lecito accumulare derrate nei magazzini e anche i poveri potevano raccogliere i frutti che nascevano spontanei. Tutti i debiti venivano rimessi, gli schiavi ritornavano liberi e i prigionieri venivano rimessi in libertà. Con questo sistema si determinava una specie di giustizia sociale, di riequilibrio nella vita della società ebraica.

Il Giubileo cristiano è detto anche Anno Santo, come precisato nella bolla “Infinita Dei Misericordia” emanata da Pio XI il 29 maggio 1924 per il giubileo dell’anno successivo. La Chiesa indice l’Anno Santo per santificare i costumi dei cristiani e per rimettere i debiti contratti con le nostre colpe: è il concetto dell’indulgenza. Non si fa più la penitenza pubblica, come si costumava nel pieno medioevo; interviene quindi “l’indulgenza plenaria”.

Gli Anni Santi si dividono in due grandi categorie: gli ordinari, ne sono stati celebrati ventisette, ed i straordinari, cioè “sine fine”, emanati per i più vari motivi, anche a vantaggio di nazioni, come quello che Clemente XI concesse alla Repubblica di Venezia nel 1715 per finanziare la guerra contro i Turchi.

Il primo Giubileo è quello del 1300, con Papa Bonifacio VIII; nasce sulla base della pietà popolare. Ci sono state varie forme di pietà che, diffuse tra il popolo, sono state poi acquisite dalla Chiesa: la recita del S. Rosario, il rispetto del primo venerdì del mese, la Via Crucis, i pellegrinaggi.

Il primo Giubileo nasce per un vasto movimento di popolo  alla fine del 1299, nella convinzione che, se ci si fosse recati a Roma nel corso dell’anno 1300 (il secolo che comincia ha sempre affascinato i popoli), si sarebbe ricevuto il vantaggio di ordine spirituale della liberazione di tutte le colpe.

Era un movimento di penitenza, che si inseriva nei pellegrinaggi penitenziali, nei movimenti gioachimisti (legati alla figura di Gioacchino da Fiore, l’abate di Santa Fiora), nei pellegrinaggi bianchi dei flagellanti, che dominarono tutto il corso del secondo Duecento.

Bonifacio VIII, Papa Caetani (in lotta con i Colonna) fu una figura straordinaria. Fu il Papa della celebre bolla “Unam Sanctam”, redatta nel corso del 1300, che determinò la reazione in quasi tutte le nazioni e che portò all’episodio dello schiaffo di Anagni.

Al primo Giubileo parteciparono i padri della civiltà italiana: Dante, Giotto, lo storico Giovanni Villani, il miniaturista Oderisi, ecc.. Dante rimase impressionato dall’ordinata processione dei pellegrini sul ponte di Castel Sant’Angelo, tant’è che la prese come paragone in un canto dell’Inferno.

Il Giubileo ha inciso sulla storia letteraria italiana. Il Papa indisse la liberazione dalle colpe per tutti i fedeli, Dante proclamò il suo messaggio di salvezza per tutto il mondo e cominciò proprio nel 1300 a comporre la divina Commedia.

Il Giubileo è un cammino di penitenza. Nei primi del ‘300, ogni giorno entrarono a Roma fino a trentamila pellegrini (la città contava ventimila abitanti) e Giovanni Villani disse che in città ve n’erano stabilmente circa duecentomila. Parlavano lingue diverse, ma cantavano litanie nella lingua universale della Chiesa e le loro menti erano concentrate  nell’unico fatto comune.

Il Giubileo terminò con un attivo di cento fiorini, che il Papa destinò al restauro delle chiese in abbandono.

Il cerimoniale odierno fu stabilito da Alessandro VI, Papa Borgia, che governò la Chiesa dal 1492 al 1502: l’apertura della Porta Santa in quattro basiliche, con il Papa che la apre in San Pietro e i cardinali simultaneamente nelle altre, la definizione dei riti e delle preghiere, la celebrazione dell’Anno Santo a Roma e la sua diffusione nell’anno successivo in tutte le diocesi, cosicché chi non può recarsi a Roma può celebrare il Giubileo nella parrocchia in cui abita.

Con le elemosine dei pellegrini del Giubileo del 1725 furono riscattati dai corsari turchi trecentosettanta schiavi cristiani. Nello stesso Giubileo si diede corso e forza alle prime confraternite del Sacro Cuore.

Nel 1800 il Giubileo non si tenne per motivi politici: dopo la vittoria di Marengo venne stipulato il Concordato, ma l’anno giubilare era già passato. Anche nel 1850 non fu celebrato l’Anno Santo perché Roma era in mano ai mazziniani del Triunvirato.

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