La Chiesa di Genova in ascolto e a sostegno degli adolescenti

nov 13th, 2011 | By | Category: Cultura

Al Serra Club di Genova Nervi mons. Marco Doldi si è soffermato sul percorso educativo che la Chiesa di Genova prospetta agli adolescenti del territorio diocesano

Il tema educativo, ha esordito Mons. Doldi[1], ha un rilievo centrale nel cammino che la Chiesa genovese ha inttapreso nel decennio 2010/2020. In continuità con il lavoro dello scorso anno (che era stato dedicato allo studio degli orientamenti pastorali dei Vescovi per il decennio)[2], per il 2011/12 il card. Angelo Bagnasco ha suggerito di passare al piano operativo, rivolgendosi in particolare al mondo degli adolescenti, cioè ai ragazzi tra i 12 e i 15 anni.

Mons.Marco Doldi

Ma perché il Presidente dei vescovi italiani ha indicato come priorità, nella diocesi di cui è Arcivescovo, la fascia degli adolescenti? Mons. Doldi ha sottolineato come siano sotto gli occhi di tutti i fenomeni di sbandamento e di disaffezione dalle proprie comunità, da parte dei nostri ragazzi, nel periodo immediatamente successivo al ricevimento del sacramento della Confermazione. E per capire cosa succede nei loro cuori e nelle loro menti, l’Arcivescovo ritiene fondamentale, non tanto acquisire ulteriori pareri di docenti universitari e di esperti, quanto porsi in una dimensione di ascolto, sollecitando le  domande degli adolescenti e cercando di capirne le attese,  le preoccupazioni, le mete che si pongono.

Ma per giungere preparati al Convegno con gli adolescenti, fissato per il 22 aprile 2012, la Chiesa genovese ha avviato un attento lavoro preliminare, capace di coinvolgere, in un percorso condiviso che forse qui non ha precedenti, le diverse componenti della diocesi. E così un’apposita Commissione, formata da 25 membri (sacerdoti, religiosi e laici) e presieduta da mons. Doldi, sta vivendo un’intensa esperienza di confronto con gli organismi diocesani di partecipazione e di comunione (Consiglio presbiteriale, Consigli pastorali diocesano e dei vicariati, Consulte dei laici, ecc.).

Un primo frutto della paziente opera di ascolto, condotta fino al giugno scorso, di tutte le realtà diocesane è stato riepilogato in un apposito sussidio, pubblicato anche in allegato al settimanale diocesano Il cittadino. Il titolo del documento (Che cosa cercate?) riecheggia la nota  domanda di Gesù a due suoi discepoli, Giovanni e Andrea. E’ la prima espressione che il quarto evangelista fa pronunciare a Gesù, e vuole indicare che, senza l’atteggiamento della ricerca, la fede non è possibile. E’ una richiesta in linea con il tipo di proposta indirizzata agli adolescenti, ed è la stessa domanda che  Benedetto XVI, nel giugno scorso, ha rivolto ai giovani nel viaggio apostolico a Zagabria.

S.Emin. il Cardinale Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova

Scopo del sussidio, ha ribadito il relatore, non è quello di indottrinare i ragazzi, imponendo loro dei contenuti, bensì di ascoltarli, cercando di comprendere la loro opinione su una serie di temi rilevanti, descritti in 21 schede, che vengono raggruppati sotto i seguenti titoli: Gesù e la Chiesa, La vita spirituale, Il matrimonio e la famiglia, I rischi dell’età, L’impegno sociale e la ricerca del proprio futuro, Le scelte scolastiche.

Al termine del cammino c’è un’ultima scheda, la 22.a, una sorta di carta educativa, che sarà compilata dai giovani. L‘invito all’impegno, che l’Arcivescovo rivolge a ogni giovane, si fonda sul desiderio di crescere, che il percorso compiuto dovrebbe suscitare. Sentiamo il card. Bagnasco: “Hai preso coscienza della bellezza e della serietà della vita, capisci che è importante educarsi, senza aspettare che sempre altri ti dicano che cosa fare, sei convinto che Gesù Cristo è la Via, la Verità e la Vita, hai scoperto che la Chiesa è la famiglia dove puoi crescere, quindi ti impegni.

Con la scheda n. 22, dunque, il giovane indicherà al suo vescovo in quale ambito desidera impegnarsi, ai fini della sua crescita. In questo modo, ha aggiunto mons. Doldi, l’iniziativa diventa strumento utile a riunificare le generazioni. In effetti, il nostro futuro è legato alla capacità di attivare il dialogo tra le generazioni, in linea con la logica del cammino quaresimale. La Chiesa genovese ripone molte attese in Che cosa cercate?. Il sussidio, considerato il suo contributo educativo e comunionale, è stato stampato in 20 mila copie, in modo da raggiungere tutti gli adolescenti genovesi.

Il relatore ha rimarcato l’esigenza di attivarsi per assicurare lo sviluppo comunionale e la diffusione capillare dell’iniziativa, che prevede anche la stesura di altri due testi, di cui uno si configura come Guida per gli operatori. La fase che viviamo è forse la più delicata, dato che ora occorre interagire con i parroci e con gli altri operatori educativi per la buona riuscita dell’incontro del 22 aprile p.v. Per esempio, alle comunità viene chiesto di preparare almeno 8 schede tra le 21 comprese nel sussidio Che cosa cercate?

Mons. Doldi ha poi spiegato che, come naturale sviluppo della Convocazione diocesana degli adolescenti, potrebbe essere organizzata, per il 2014, un’analoga Convocazione dei genitori. Nel frattempo prosegue, attraverso la Scuola di Vicariato, il consueto cammino educativo per gli adulti, Quest’anno la catechesi della Scuola avrà come riferimento gli insegnamenti di Romano Guardini, grande figura di sacerdote, teologo e pedagogista.[3] In particolare, è stato scelto come testo, attualizzandolo alla nostra vita ecclesiale, le Lettere sull’autoformazione, che il sacerdote aveva indirizzato ai suoi giovani. Con questo documento Guardini, utilizzando da par suo la lettera come strumento di comunicazione, fornisce un originale contributo al tema educativo, delineando le figure ideali dell’educazione cristiana di un giovane moderno. Mediante queste figure (che vanno dalla rettitudine del cuore e della parola alla dignità del donare e ricevere, dalla necessità della preghiera alla concezione cristiana della libertà e dello Stato) la coscienza del cristiano può ritrovare le tappe della sua autoformazione.

Il relatore ha specificato che la Scuola vicariale prevede 8 incontri di approfondimento sulle diverse potenzialità del tema, cioè come si può educare alla gioia, alla verità, al donare e al ricevere, all’impegno, alla preghiera, alla piena umanità, alla libertà, alla cura dell’anima. Ma, prima di entrare nel merito di questi temi, il cristiano adulto dovrebbe chiedersi da cosa è motivato il suo impegno educativo verso i giovani. Forse egli sente questa esigenza in quanto, a sua volta, è stato educato? In verità, l’adulto consapevole riesce ad educare quando si sforza di educare se stesso. E la sua credibilità non deriva da una sorta di infallibilità di cui possa vantarsi. I ragazzi non hanno bisogno di adulti che non sbagliano mai…, ma di persone che si rendono credibili quando, con la loro vita, mostrano che stanno cercando di educare se stessi.

Tra le modalità di impegno pastorale suggerite rientrano la Scuola vicariale in ogni vicariato; l’istituzione, per i giovani, di un’ora settimanale di educazione eucaristica per le vocazioni sacerdotali; la creazione, in ogni parrocchia, di 1 o 2 Gruppi famiglia; la rivitalizzazione dei Consigli pastorali vicariali; la realizzazione, in ogni vicariato, di ritiri spirituali per adulti; la verifica periodica del cammino intrapreso. Sono queste le raccomandazioni che l’Arcivescovo ha suggerito ai fini della buona riuscita del progetto educativo per gli adolescenti. Ma in definitiva, ha concluso mons. Doldi, tutte le indicazioni pastorali richiedono l’impegno personale, che passa attraverso la preghiera e l’azione degli operatori.

Sergio Borrelli


[1] Mons. Marco Doldi, a Genova Vicario episcopale per l’evangelizzazione, è uno dei 30 membri della Commissione Teologica Internazionale. Oltre ad essere parroco (N.S. delle Vigne), è docente di Teologia Morale e Preside della Sezione genovese della Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale

[2] Come è noto, gli orientamenti pastorali dei Vescovi italiani sono stati sintetizzati in un documento dal titolo Educare alla vita buona del Vangelo.

[3] Come è noto, l’opera di Guardini, nato nel 1885 in Italia ma vissuto in Germania, ove la sua famiglia si trasferì fin dal 1886, è ritenuta tra le più significative del pensiero cattolico del XX secolo. Nei suoi scritti Guardini (che Papa Ratzinger considera uno dei suoi maestri, tanto da citarlo spesso nei suoi libri di teologia), ha sviluppato una filosofia e teologia al servizio dell’uomo. In coerenza con il suo pensiero, Guardini non si piegò alle pressioni naziste, tanto da perdere l’incarico universitario e da dover scegliere la via dell’esilio. Fu tra i fondatori del Movimento liturgico e i suoi contributi hanno influenzato fortemente la riforma della liturgia varata dal Concilio Vaticano II.

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