Due nomi e due santi: Papa Woitila e Padre Pio

ott 31st, 2011 | By | Category: Primo Piano

In una splendida cornice di grande partecipazione di soci e di simpatizzanti ha avuto luogo l’apertura dell’anno sociale del   Club di Roma.

Un altro anno serrano che, come ha avuto modo di dire il nuovo Presidente, Avv. Fausto Prosperi Valenti, “percorreremo insieme nella consapevolezza di adempiere alla missione nella quale crediamo per gli scopi e per le finalità del movimento Serra al servizio delle vocazioni”.

L’incontro ha avuto inizio con la S. Messa, officiata in italiano e in aramaico dal Procuratore Patriarcale della Chiesa Cattolica di Antiochia dei Siri presso la S. Sede, S. Ecc.za Rev.ma Mons. Michael Al Jamil,

A questa suggestiva e commovente celebrazione è seguito l’intervento dell’ospite d’onore, il Prof. Avv. Mario Dantino, Presidente Onorario della Corte dei Conti, che ha sviluppato la sua riflessione sul tema: ”Papa Woitila e Padre Pio: due Santi in un mondo che cambia” .

Un’esposizione di intensi contenuti, che ha attirato l’attenzione dell’uditorio per i passaggi con i quali il relatore ha saputo presentare alcuni aspetti della vita di questi due grandi Apostoli della Chiesa dei nostri tempi, che abbiamo imparato a conoscere e ad amare profondamente per le loro grandi virtù e per la profonda fede, che sono state alla base della loro vita terrena.

Due santi: – ha esordito l’illustre relatore – il Papa, uomo d’azione ma anche di preghiera che sa trarre dalla fede una forza indomita per condurre un’esistenza impegnata e gravida di responsabilità; Padre Pio, uomo di preghiera e di sofferenza, mistico e ricco di innumerevoli carismi, che ne fanno veramente un alter Christus.

La Croce la portano entrambi, ma in modi diversi: Padre Pio con le stimmate visibili e sanguinanti e la diuturna sofferenza; il Papa con le spine nel cuore e il sangue versato dal 13 maggio 1981 fino alla sua morte.

La disponibilità alla penitenza costituisce, secondo il Papa, un tratto distintivo dell’apostolato di Padre Pio (come lo fu per S. Pietro d’Alcantara) che sa attrarre folle innumerevoli di fedeli. “Anche quando quel singolare confessore trattava i pellegrini con apparente durezza -afferma il Papa – questi, presa coscienza della gravità del peccato e sinceramente pentiti, quasi sempre tornavano indietro per l’abbraccio pacificante del perdono sacramentale”.

Immensa è l’eredità spirituale lasciataci da Papa Woitila: uomo d’azione, ma anche grande mistico, uomo dalle grandi e rapide decisioni, ma anche di raccoglimento e di preghiera. La vera spina nel suo fianco sono I paesi poveri, ove ha dispiegato gran parte della sua attività pastorale. Ha sempre predicato la solidarietà e l’equità per evitare la ribellione violenta dei Paesi del terzo mondo contro il neocolonialismo latente che pesa su di loro.

Con Papa Woitila è mutata la geografia del papato, che ha assunto rilevanza globale. Nessun Pontefice ha reso così visibile la Chiesa cattolica al mondo intero, attraverso il dialogo con le altre religioni, con le diverse culture, con i differenti sistemi politici e sociali, attraverso i suoi oltre 100 viaggi in cui ha toccato quasi tutti i Paesi dei cinque continenti.

Con questo spirito di dialogo ha affrontato le grandi questioni internazionali del nostro tempo, prima fra tutte quella della guerra e della pace. Ha optato sempre per la pace, come scelta definitiva, insieme con la giustizia (opus iustitiae, pax) per eliminare la radice del malessere mondiale.

Ha insegnato a tutti che la verità è il senso e il verso di una meta da raggiungere, di un’esigenza mai compiutamente appagata. In omaggio alla verità, unico tra tutti i Pontefici della storia, ha voluto chiedere perdono all’umanità per alcuni gravi comportamenti tenuti da taluni ecclesiastici nel corso dei secoli e che tanto hanno nociuto alla Chiesa.

L’esistenza terrena di Padre Pio è stata, a sua volta, una sconcertante avventura piena di avvenimenti incredibili coinvolgenti il cielo e la terra, le forze celesti e quelle infernali, non escluse le massime Autorità della Chiesa.

Conduce un’esistenza evangelicamente esemplare nella sua austera santità, prega incessantemente, attrae folle di peccatori che si convertono e mutano vita. In sua presenza, ma anche in continenti distanti, accadono, nel suo nome, guarigioni prodigiose, accompagnate da fenomeni di bilocazione, da misteriose apparizioni in sogno, da profumazioni inspiegabili.

L’impegno principale del Padre è la confessione alla quale dedica dalle 10 alle 15 ore al giorno e quasi ogni confessione diventa una conversione. Gente che viene da ogni parte e attende molti giorni per confessarsi, e che davanti alle vaticinanti affermazioni di Padre Pio comprende di trovarsi nuda davanti al tribunale di Dio.

Confessarsi dal Padre non era un atto di routine. Doveva essere il cambiamento, la conversione completa, l’inizio di una vita diversa.

A me che all’età di 17 anni vado a confessarmi – partecipa con commozione il relatore all’uditorio – dice: “Stai zitto, ti faccio io le domande”. E tra queste: “Hai detto bugie?”. Quando confesso che sì, che avevo detto qualche volta delle “bugie diplomatiche”, mi rimprovera severamente dicendo: “Guagliò, ricorda che davanti a Dio la menzogna è grave, è sempre grave”.

Si affidava totalmente alla Divina Provvidenza, affermando che nulla di ciò che ci accade è casuale. Così, per il suo tramite, persone sconosciute vengono in vario modo come telecomandate verso soluzioni assolutamente inaspettate e risolutive. Persone gravemente malate o indigenti invocano Padre Pio da zone anche lontanissime e se lo vedono comparire innanzi, in evidente bilocazione, ad impetrare dal Signore la guarigione, che in molti casi avviene all’istante.

Qualche giorno prima della sua morte, gli viene portato in dono un bel mazzo di rose. Lui ne sceglie una particolarmente bella e l’affida al donatore pregandolo di portarlo alla Madonna di Pompei. Il giorno successivo la rosa arriva a destinazione e una suora la sistema entro un più grande mazzo di fiori sull’altare.

Tre giorni dopo, quando arriva anche a Pompei la notizia della morte del Padre, quella stessa suora va ai piedi dell’altare a pregare. Ma quando si alza per togliere quei fiori ormai appassiti, si accorge che la rosa di Padre Pio non è affatto appassita, ma si è addirittura richiusa diventando uno splendido bocciolo. Un sacerdote ha testimoniato di aver visitato il santuario un anno dopo e a tale distanza di tempo ha visto quella rosa, conservata in un astuccio di vetro, ancora fresca.

Probabilmente il sacrificio di padre Pio – ha concluso l’oratore – ha risparmiato alla Chiesa qualcosa di terrificante ed ha propiziato grazie immense, tra le quali il pontificato di Giovanni Paolo II.

Una serata indimenticabile, che ha lasciato una traccia nel cuore dei serrani del Club di Roma e l’impegno ad adoperarsi, sugli esempi di Papa Woitila e di Padre Pio, nella edificazione continua della vita di comunione in fraternità perché è attraverso di essa che passa la testimonianza della consacrazione.

Un inizio che è anche l’auspicio più significativo per l’attuazione del programma del Club, che ci vedrà presto impegnati nella grande manifestazione dell’8 novembre nell’incontro con il Presidente Internazionale del Serra Thomas A. Wong.

Cosimo Lasorsa

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