“Mi hai chiamato, eccomi! “

ott 9th, 2011 | By | Category: La Voce del Seminario

«Il giovane Samuele continuava a servire il Signore sotto la guida di Eli. La parola del Signore era rara in quei giorni, le visioni non erano frequenti. In quel tempo Eli stava riposando in casa, perché i suoi occhi cominciavano a indebolirsi e non riusciva più a vedere . La lampada di Dio non era ancora spenta. Samuele era coricato nel tempio del Signore, dove si trovava l’arca i Dio.  Allora il Signore chiamò: “Samuele!” e quegli  rispose: “Eccomi”, poi corse da Eli e gli disse: “Mi hai chiamato, eccomi!“   Egli rispose: “Non ti ho chiamato, torna a dormire” ” Tornò e si mise a dormire . Ma il Signore chiamò di nuovo : “Samuele ” e Samuele, alzatosi, corse da Eli dicendo “Mi hai chiamato, eccomi!

Ma quegli rispose di nuovo : “Non ti ho . chiamato, figlio mio, torna a dormire” . In realtà Samuele fino allora non aveva ancora conosciuto il Signore, né gli era stata ancora rivelata la parola del Signore

Il Signore tornò a chiamare: “Samuele!” per la terza volta; questi si alzò ancora e corse da Eli dicendo: “Mi hai chiamato, eccomi !”       Allora Eli comprese che il Signore chiamava il giovinetto. Eli disse a Samuele : “Vattene a dormire e, se ti si chiamerà ancora, dirai Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta”. Samuele andò a coricarsi al suo posto. Venne il Signore, stette  di nuovo accanto a lui e lo chiamò ancora come le altre volte: “Samuele, Samuele!”. Samuele rispose subito: “Parla, perché il tuo servo ti ascolta” »:  (1 Sam 3, 1-11)

Questo brano biblico ci presenta la figura di un giovane chiamato: Samuele. Egli non era altro. che un ragazzino .che, come ci dice la Scrittura, ancora non conosceva il Signore, né gli fu mai rivelata la parola del Signore.

Questo è un aspetto molto interessante poiché mette in risalto i canoni di scelta del Signore; infatti si nota come Egli chiama chi vuole con le modalità che, Lui, da sempre ha pensato. L’intento per chi  legge non è solo .quello di aiutarlo nella comprensione di questo testo, bensì quello di stimolare la necessità della ricerca della vocazione.

La chiamata di Samuele non può lasciarti indifferente, ma deve alimentare, sempre più, la gioia di riscoprirti dentro un progetto d’amore, un progetto che da sempre è pensato per te, per ciascuno di noi esseri viventi. A tal proposito vorrei ricordarti la chiamata del profeta Geremia: «Prima di formarti nel grembo materno, ti conoscevo, prima che tu uscissi alla luce, ti avevo consacrato» (Ger 1, 5) . Il Signore continuamente manda qualcuno per farci comprendere cosa è meglio per noi.

Tornando al nostro testo, vorremmo sottolineare un aspetto, per niente marginale, che è il cuore di questo brano: l’insistenza della chiamata. Il Signore chiama per ben quattro volte il giovane Samuele; esaminiamo le caratteristiche di questa chiamata.

Le prime tre volte, il Signore pronunzia una volta sola  il nome di Samuele e il giovinetto, che non intende la natura della chiamata, si reca dal sacerdote Eli per chiedere se fosse stato lui a chiamarlo.

La figura di Eli è fondamentale in questo testo, in quanto è proprio lui a riconoscere i segni di un’autentica chiamata da parte di Dio. Dunque, Eli diventa per Samuele quella figura di Padre Spirituale di cui tutti abbiamo bisogno, che fa luce nella nostra vita in modo da discernere la reale volontà di Dio. Leggiamo, infatti, quanto dice: «Se ti chiamerà ancora dirai “Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta”».

A questo punto Samuele comprende bene  chi lo chiama ed è pronto ad accogliere la chiamata, una chiamata che a differenza delle tre volte precedenti assume un tono nuovo poiché il Signore pronuncia due volte il nome “ Samuele, Samuele”, questo ci fa comprendere l’insistenza e l’urgenza della chiamata.

Forse starai domandando a te stesso: ma come posso capire cosa Dio mi comunica ? Certo non è semplice capirlo anche Samuele ci riesce solo con l’aiuto di Eli, ma il segreto sta nell’amore e nella voglia di aderire a questo progetto apparentemente incomprensibile.

Pensi che sia rivolto anche alla tua vita quel “mi ami tu?”  che Gesù rivolge a Pietro (Gv.21,15) ?.

Pensi che sia diretto a te quel “Và,vendi tutto e seguimi” (Mc 10,21) ?

Samuele era, come abbiamo già visto, che metteva il suo entusiasmo e i suoi doni nel servizio al tempio.

E tu, metti i tuoi carismi al servizio di Dio e del tuo prossimo ?

Sei realmente consapevole che molto ti è stato dato ?

Caro fratello, il Signore ti ama ed è desideroso della tua adesione al suo amore. Una grande Santa, Teresa del Bambino Gesù, questo lo aveva compreso bene; lei aveva aderito già alla sua chiamata poiché era carmelitana, ma ad un certo punto comprese la sua reale vocazione, o se volete, comprese una chiamata nella chiamata e disse “Ho finalmente scoperto la mia vocazione: la mia vocazione è l’amore!”

Forse starai cercando di convincere te stesso dicendo: non mi sento degno di una chiamata così grande perché so di non essere fedele al suo amore.

E’ vero, ma senti quanto ho da dirti: il Signore è veramente fedele alla sua chiamata !

Guardati attorno quanti testimoniano il Suo Amore  sperimentandolo quotidianamente. Nessuno sacerdote può, con presunzione, affermare di essere degno di una vocazione di speciale consacrazione  perché è per la nostra indegnità che ci sceglie.

Ricorda inoltre che la vocazione è un dono che è fatto alla tua persona ma che non è solo per te, ma è per coloro che il Signore ti metterà accanto.

Allora senti rivolto anche a te l’invito “duc in altum”: “prendi il largo” (Lc 5,4)

D.M.

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