A PIENZA L’ANNO GIUBILARE.

giu 11th, 2011 | By | Category: Apertura

Il sette ottobre 2009, la Penitenzieria Apostolica, accogliendo la richiesta del Vescovo di Montepulciano Chiusi Pienza, in virtù della potestà conferitale dal Papa Benedetto XVI, ha concesso che dai primi vespri di Pentecoste (11 giugno 2011) con quale si aprirà il Giubileo della Chiesa concattedrale pientina, fino ai secondi vespri della solennità dell’Ascensione della Beata Maria Vergine dell’anno 2012 (15 agosto) col quale si chiuderà il Giubileo, i fedeli cristiani veramente pentiti possano lucrare l’indulgenza plenaria, che potranno applicare alle anime del Purgatorio sotto forma di suffragio, alle consuete condizioni fedelmente osservate (confessione sacramentale, comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice).

Con la stessa lettera la Penitenzieria Apostolica ha concesso al Vescovo Rodolfo Cetoloni, che nella celebrazione della Santa Messa di apertura del Giubileo, impartisca a tutti i fedeli presenti che con animo disposto vi parteciperanno, la Benedizione Papale, con indulgenza plenaria.

La costruzione di Pienza.

E’ stato Pio II, (Enea Silvio Piccolomini 1405 – 1464), un pontefice insigne, di eccezionale cultura umanistica, un artista raffinato, di alto spessore classico, a trasformare il natio borgo medioevale di Corsignano, nella piccola nuova città, puro esempio dell’urbanistica rinascimentale: Pienza.

E’ lo stesso Pio II a raccontare nei suoi “Commentari”, una grande opera biografico-letteraria, scritta in latino ed in terza persona alla maniera di Cesare, per celebrare la sua vita, il suo pontificato, le sue idee, le motivazioni che lo spinsero a realizzare la città, nata come scrisse Giovanni Pascoli, da un pensier d’amore e da un sogno di bellezza.

Il 21 febbraio del 1459 Pio II, nel suo viaggio da Roma a Mantova, dopo aver superato il Monte Amiata e Sarteano, volle fare un deviazione per rivedere il suo borgo di origine: “Qui nacque Pio, e qui ricevette i primi ammaestramenti. Qua ritornando…. Sperò di averne piacere: si figurava di parlare con i compagni degli anni giovanili, e di rivisitare con gioia il suolo natio. Ma avvenne tutto il contrario; la maggior parte dei coetanei era uscita da questa vita e quelli che ancora… respiravano, gravati dalla vecchiaia e dalle malattie, erano immobilizzati nelle case; se alcuno si mostrava a stento si poteva riconoscere nel volto mutato, esausti di forze, esseri deformi e quasi nunzi di morte. Il Pontefice, dovunque s’imbatteva nelle prove della proprio vecchiaia…….

Pio rimase qui nel giorno della festa chiamata della Cattedra di S. Pietro e vi celebrò la S. Messa. Stabilì inoltre di edificare in questo luogo una nuova chiesa e il palazzo per lasciare un ricordo più duraturo possibile della sua origine; per questi lavori pagò generosamente architetti e operai. A coloro che avessero visitato la Chiesa parrocchiale (poi Cattedrale) concesse ogni anno indulgenza plenaria nel giorno festivo dell’Invenzione della Croce.”

Subito dopo la visita di Pio fu aperto il cantiere di lavoro e nel successivo mese di maggio, iniziarono i lavori veri e propri, che terminarono nel 1462.

Pio II affidò l’incarico della costruzione della nuova città e della cattedrale, all’architetto Bernardo Gambarelli, detto il Rossellino, che in soli tre anni riuscì nell’impresa. La piazza, costruita sulla relazione tra i quattro edifici principali: Cattedrale, Palazzo Piccolomini, Palazzo Borgia, e Palazzo pubblico, è il cuore ed il fulcro della nuova città. In questo armonioso contesto la facciata della cattedrale, ancorata nella parte absidale nel limite estremo della collina che domina la Val d’Orcia, crea così uno spazio non ampio, ma monumentale; spazio davvero “umano” secondo i nuovi ideali rinascimentali (e del Papa).

La cattedrale

Il complesso della cattedrale con il tetto e due spioventi (tetto a capanna), per l’occhio centrale, e per i grandi finestroni, risente delle chiese gotiche tedesche che Pio II aveva tanto ammirato nei suoi molti viaggi nell’Europa del Nord, ma lo sviluppo di tutta la facciata è pienamente rinascimentale sotto l’evidente influenza dell’Alberti, che per la realizzazione dei suoi progetti, si era spesso già avvalso della collaborazione del Rossellino. Da qui la domanda che molti si pongono su chi sia in realtà il vero ideatore di Pienza, a parte ovviamente il papa umanista, committente, suggeritore e scrupoloso controllore dei progetti e dei lavori. Nella realizzazione possiamo affermare che ci fu una collaborazione unica tra committente, il progettista, ed il costruttore. Il Rossellino ebbe il grande merito di lavorare secondo la volontà del committente, nel pieno rispetto del paesaggio: l’architettura è infatti panorama. Per realizzare la nuova Cattedrale, orientata nell’asse sud Nord, fu demolita la vecchia chiesa romanica di Santa Maria che era invece orientata, come di norma, nell’asse est, ovest. La facciata bianca in travertino, come lo slanciato campanile, si presenta come una serena maestà di linee, in una purezza di volumi e con un delicato equilibrio delle parti, che si staccano mirabilmente sul blu cristallino del cielo che le fa da armoniosa cornice. Tanto da sembrare appoggiata al cielo ed inserita nell’universo.

Gli archi a doppia colonna contengono delle nicchie eleganti che sovrastano le porte laterali con l’occhio lucifero centrale con la strombatura profonda e irregolare. Sul timpano, lo stemma papale con le chiavi di Pietro, il triregno e l’insegna della famiglia Piccolomini (la croce con le cinque mezze lune), è circondato da una elegante ghirlanda di frutta.

L’interno è a croce latina a tre navate divise da alti pilastri fasciati da semicolonne. La navata centrale è più larga delle laterali ma di uguale altezza, come aveva voluto lo stesso pontefice per rendere ancor più luminosa la chiesa. Dai cinque finestroni gotici viene infatti una luce abbagliante e mutevole che fa ben risaltare la linea architettonica, fuga ogni ombra, scivola nelle candide pareti, donando all’ambiente una serena e spirituale atmosfera. La cattedrale proprio per questa sua rara luminosità fu definita dallo stesso Pio II “domus vitrae”. Una luminosità trasfigurante che nella sua assoluta purezza e nella sua trionfale intensità sembra voler affermare la sua qualità soprannaturale, ultraterrena.

Notevoli sono le cinque tavole pittoriche commissionate dallo stesso papa agli artisti senesi: Giovanni di Paolo, Matteo di Giovanni, Sano di Pietro, e Lorenzo di Pietro detto il Vecchietta, autore della splendida pala dell’Assunta, giustamente definito il suo capolavoro di pittore. Nella parte centrale della tavola, la Vergine Maria sale al cielo fra un osannare di angeli.

Come detto la costruzione della cattedrale terminò dopo appena tre anni, ed nell’agosto del 1462 fu consacrata. Ecco come lo stesso papa Pio racconta l’importante avvenimento, al quale fa riferimento il documento sopra riportato della Penitenzieria Apostolica che ha concesso l’Anno Giubilare pientino:

Il 29 agosto, giorno della decollazione del battista, il Cardinale Gugliemo d’Estouville Vescovo di Ostia  la consacrava con gli altari minori, mentre il Papa consacrava l’altare maggiore.

Pio II, colpito dalla bellezza dell’opera emanò senza indugio una Bolla papale di scomunica a tutela della maestà e dello splendore originario:

Pio vescovo, servo dei servi di Maria, per la conservazione in perpetuo dell’opera: in questo tempio che noi abbiamo eretto e consacrato alla Beata Vergine Madre del nostro Signore e Dio, non si seppellisca nessun altro, se non nelle tombe assegnate ai sacerdoti e ai vescovi; nessuno alteri il candore nitido delle pareti e delle colonne; non vi si facciano dipinti; né vi si appendano quadri; nessuno vi costruisca altre cappelle o altari oltre a quelli che vi sono ora; nessuno muti la forma sia della chiesa inferiore che di quella superiore. Se mai qualcuno contravvenga a questi ordini, ricada su lui l’anatema, da cui potrà essere assolto soltanto dall’autorità del Papa di Roma, eccettuato in articolo mortis, emanato a Pienza nell’anno del Signore 1462, 16 settembre nell’anno quinto del nostro pontificato. E’ bene ricordare che Pio II, molto devoto a Maria volle dedicare la cattedrale all’Assunta, e morì, vero segno del destino, proprio nella notte tra il 14 ed il 15 agosto, festa dell’Assunta.

Programmi

Per celebrare degnamente l’Anno Giubilare si è costituto a Pienza un Comitato Promotore composto dalla Diocesi, dalla Parrocchia di Pienza, dal Comune di Pienza, dalla Fabbriceria della Cattedrale, dalla Pro-loco e dalla Fondazione San Carlo Borromeo, in collaborazione con la Fondazione del Monte dei Paschi di Siena che ha concesso un contributo e la consulenza della Soprintendenza di Siena.

Il Vescovo della Diocesi di Montepulciano Chiusi Pienza, ha inviato una lettera a tutti i parroci invitandoli a darne lettura durante la Messa domenicale.

Nella lettera il Vescovo comunica la notizia dell’apertura dell’Anno Giubilare, ed afferma: il mondo conosce e ammira la bellezza architettonica e spirituale di Pienza, noi ne siamo i custodi e abbiamo per primi la grazia di vivere questo suo Giubileo.

“Pietre vive” di questa Chiesa locale di Montepulciano-Chiusi-Pienza, chiederemo allo Spirito Santo di renderci uniti tra noi e preziosi agli occhi di Dio, perché la Gloria del suo Volto splenda su tutta la nostra terra e su quanti vi abitano. La visita alla Cattedrale di Pienza, in spirito di fede e di riconciliazione con Dio, sarà per tutti la possibilità di un incontro con il Signore della Misericordia e della Bellezza e di una crescita della nostra famiglia ecclesiale. L’indulgenza Plenaria concessa dal S. Padre fino al 15 agosto 2012 sia accolta e vissuta con spirito di rinnovamento perché siamo in pace con lui, pieni del suo amore e riconciliati dalla sua bontà. Il gesto straordinario dell’Indulgenza Plenaria in nostro favore crei in noi generosità, dedizione, impegno al bene e carità. Cominceremo il Giubileo con la Veglia di Pentecoste alla sera di sabato 11 giugno, venendo da tutte le Parrocchie della Diocesi. Il nostro itinerario partirà da dove iniziò la vita cristiana di Enea Silvio Piccolomini, la Pieve di Corsignano dove ancora si trova il Fonte nel quale egli fu battezzato. Poi cammineremo nella notte illuminata dalle fiaccole e celebreremo la Messa di Pentecoste nella luminosità della Cattedrale. Sarà un segno di quello che può essere questo anno per noi: un approfondimento della vita cristiana ricevuta nel Battesimo, un’esperienza che ci aiuta ad attraversare la notte del male, del peccato, del dolore e delle incertezze dei nostri tempi, una sosta nella luce della fede e della grande Misericordia di Dio che riceviamo nell’Eucarestia. Il Santo Padre ha suggerito un triplice obbiettivo: far crescere nei cristiani le virtù soprannaturali della Fede, della Speranza e della Carità; consolidare i nostri comportamenti secondo la via del Vangelo; rafforzare il vincolo dell’unità col Vescovo e con il Papa. Egli stesso ha posto tutto sotto la protezione di Maria Santissima, a cui è dedicata la Cattedrale e di Sant’Andrea apostolo, patrono della città. Il Giubileo continuerà durante tutto l’anno con varie iniziative spirituali, culturali, civili e popolari, ma quello che mi preme affidarvi fin d’ora è il progetto pastorale che ogni Parrocchia della Diocesi faccia, durante questo periodo di Grazia, il suo pellegrinaggio a Pienza. Vi saranno sussidi e indicazioni per prepararlo, per fare un calendario generale e per precisare obbiettivi e modi, ma fin d’ora pongo sotto la benedizione di Dio e propongo alla vostra buona volontà questo impegno per tutti.  E’ una Grazia grande! Non lasciamola passare invano! Alla comunità parrocchiale e alla città di Pienza, l’onore di questo impegno che li mette in prima fila; il grazie, fin d’ora, per tutto il calore umano e spirituale che sapranno offrire accogliendo le nostre persone e tutti quelli che, in questo anno, visiteranno la loro Chiesa. Il loro esempio ci sia di sprone e di invito! Il nostro entusiasmo e la nostra adesione sia loro di conforto e incoraggiante amicizia. Ringraziate con me il Signore. Preghiamo tutti per il S. Padre. Ritroviamoci nella Veglia di Pentecoste e prepariamoci fin d’ora alle cose meravigliose che il Signore saprà compiere anche in noi!

Il Signore vi dia Pace!

+ Rodolfo Cetoloni, vescovo

(Toscana oggi)

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