Perchè a Santiago de Compostela

giu 1st, 2011 | By | Category: Il Serra nel Mondo

Il Pellegrino non è diretto verso un luogo, ma cerca nel luogo il senso del proprio viaggio attraverso il mondo.

Questa la riflessione che ci è venuta in mente, tornando da Santiago de Compostela, dove, con un gruppo di serrani senesi, ci siamo recati pochi giorni or sono.

Santiago è detta la Gerusalemme d’occidente, con la Cattedrale che guarda oltre, verso il mare allora incognito, verso un al di là terreno, figura di quello ultraterreno.

La conchiglia, simbolo diffuso sui bastoni dei pellegrini che da tutta Europa, da tutto il mondo, in circa 200 mila la visitano ogni anno, raffigura i raggi diffusi verso il cielo da un sole; il sole è il Creatore, le Creature si diffondono e tornano, Gesù ci manda e ci ritrova.

Dall’alto della collina, a cinque km dalla grande Chiesa, il monumento ricorda una delle oceaniche GMG del Beato Giovanni Paolo; da lì anche i nostri passi, modesti ma fiduciosi, hanno segnato un cammino breve, ma intenso, figura di quello che ogni giorno siamo chiamati a percorrere sulle strade della nostra povera vita.

Non tutti giorni c’è una Cattedrale che ci attende maestosa, al centro di un dedalo di stradine orlate da palazzi fastosi e da piccole dimore riposate nel verde delle colline della Galizia, ma ogni giorno al volgere della sera, la Cattedrale viva e vivente, il Cristo, ci attende in maestà e misericordia per lenire tutte le lacrime che versa il mondo.

Non c’è una spalla fisica, come la statua del Santo Giacomo/Jago, che attende il nostro tenero appoggio, ma ci sono le braccia vive della speranza che non ci abbandona perché immortale.

Bella esperienza; qualche fanatico del politically correct non vede che le radici d’Europa, quelle giudaico-cristiane cui alcuni sciocchi vorrebbero abdicare, sono testimoniate non da ideologie feroci e sopraffattrici, ma dallo svettare austero di due torri ad occidente, accoglienti come devono essere i figli di colui che per accoglierci è morto in Croce.

In nostro Cappellano, Don Lorenzo, doveva anche ringraziare il Signore che gli ha fatto superare una terribile malattia; il Suo pellegrinaggio di sofferenza ci ha mostrato la vera essenza di ogni Vocazione: andare mandati da Dio ed a Lui tornare per le molte strade del mondo, camminando umilmente con tutte le nostre debolezze, fermi nella Speranza eterna.

Antonio Ciacci

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