I tre Presidenti Internazionali del Serra a Mugnano con il Vice Presidente Cnis ai Programmi

dic 10th, 2010 | By | Category: Primo Piano

“Mugnano  del Cardinale – scrive la Prof.ssa Maria Luisa Coppola, Vice Presidente Cnis ai Programmi – è una località ai piedi del massiccio del Partenio, in provincia di Avellino, che in tempi remoti fu un importante insediamento romano, come confermano i resti di mosaici, sculture e resti di un impianto termale scoperti nel XVIII sec. La località è famosa nel mondo, oltre che per gli studi dell’archeologo Teodoro Mommsen, per la presenza del santuario di Santa Filomena, la cui esistenza per molto tempo è stata messa in dubbio. La devozione della santa, invece, è praticata in tanti Stati del mondo, dall’Africa al Sudamerica, nonché in Europa, tant’è che il santuario di Mugnano è definito internazionale. A riprova di quanto ho riferito, la visita davvero particolare e sorprendente del Presidente internazionale del Serra, John Tomi Asenuga, accompagnato dalla moglie Christine, devotissimi in Nigeria della Santa dei miracoli. In realtà a Roma era riunito il Board internazionale ed i carissimi amici avevano espresso il desiderio di visitare il Santuario e pregare sulla tomba di Santa Filomena. E’ stato per me un onore grandissimo accompagnare in questa visita ben tre presidenti internazionali, poiché il past- presidente messicano Alejandro Carbajal con la consorte ed il già presidente di Serra international Cesare Gambardella con la moglie Irene li hanno accompagnati ad Aversa, che dista circa 40 minuti d’auto dalla cittadina di Mugnano del Cardinale. Ho organizzato così in tempi rapidissimi la giornata del 12 ottobre, sostenuta ed avvantaggiata dalla presenza di don Gianluca Lentini, educatore del Seminario di Aversa e di don Arturo Alcantara Arcos, di origini messicane e poliglotta, che ci hanno fatto da guida e da interprete. Il Rettore del Santuario, don Giovanni Braschi, gentilmente ci ha illustrato la vita ed il sacrificio della giovanissima martire:

Filomena era figlia di un re della Grecia che, insieme con la moglie si era convertito al cristianesimo. Nacque il 10 gennaio e verso i 13 anni consacrò con voto la sua castità verginale.

In quel periodo l’imperatore Diocleziano dichiarò guerra ingiustamente a suo padre, il quale si recò a Roma con la sua famiglia per trattare una pace. Qui subentra la parte più, diciamo, fantasiosa della “rivelazione”.

L’imperatore se ne innamora e al suo rifiuto la sottopone ad una serie di tormenti: flagellazione con guarigione angelica, annegamento con rottura dell’ancora, saettamento con deviazione delle frecce e infine decapitazione finale alle tre del pomeriggio. Due ancore, tre frecce, una palma e un fiore sono i simboli del culto che erano raffigurati sulle tegole del cimitero di Priscilla, dal 25 maggio 1802, data della ricognizione dei resti mortali e di un’ampolla contenente un liquido scuro.

Un secondo fatto avvenne quando il sacerdote nolano Francesco De Lucia, accompagnando a Roma il novello vescovo di Potenza mons. De Cesare, chiese a mons. Ponzetti le reliquie,di cui era custode. Dopo averle ottenute, esse furono trasportate prima a Napoli e poi a Mugnano del Cardinale nella chiesa dedicata alla Madonna delle Grazie, una statua trasudò per tre giorni consecutivi e altri prodigi avvennero, lo stesso mons. De Lucia lo racconta nella sua “Relazione istorica della traslazione del sacro corpo di s. Filomena da Roma a Mugnano del Cardinale”.  Il papa Leone XII attirato dai prodigi concesse al Santuario di Mugnano la lapide originaria che Pio VII aveva fatto trasferire nel lapidario Vaticano. Nel 1833 si inserì in questo contesto la “Rivelazione” di suor Maria Luisa di Gesù, una nobile napoletana divenuta terziaria francescana. Il culto si propagò enormemente sia in Italia che in Francia, personaggi noti dell’epoca come Paolina Jaricot, fondatrice dell’Opera della Propagazione della Fede e del Rosario vivente e il santo Curato d’Ars ricevettero la guarigione completa dei loro mali per intercessione della santa.

Mugnano fu preservata dal colera del 1836 e papa Gregorio XVI concesse la celebrazione della Messa per l’11 agosto; papa Pio IX in esilio a Gaeta si recò a venerarla a Mugnano il 7 novembre 1849; predicatori e missionari ne diffusero il culto in Europa, Stati Uniti, Canada, Cina; numerose Congregazioni, arciconfraternite, movimenti cattolici sorsero intestati al suo nome; poesie, inni sacri furono composti in suo onore. Nel contempo dopo la pubblicazione delle “Rivelazioni” cominciò a sorgere un movimento critico nei riguardi della sua storia, con lo studio più approfondito dei reperti archeologici i quali non furono ritenuti più appartenenti alla tomba di una martire, mancando su di esse la scritta ‘martyr’ e assodando che le tegole erano state riutilizzate successivamente nel sec. IV e in un tempo di pace.

Nell’ampolla trovata accanto non vi era sangue ma profumi tipici delle sepolture dei primi cristiani.

In definitiva, i resti mortali ritrovati nel loculo nel 1802 erano di una fanciulla morta nel IV secolo sul cui sepolcro erano state utilizzate tegole con iscrizioni di un precedente sepolcro.

Venne così a cadere la certezza del martirio e la Sacra Congregazione dei Riti nella Riforma Liturgica degli anni ’60 tolse dal calendario il nome di Filomena. Restano i miracoli avvenuti, i riconoscimenti ufficiali della Chiesa dello scorso secolo, la devozione personale a s. Filomena di papi e futuri santi, il larghissimo e diffuso culto, nonostante tutto mai cessato, in particolare a Mugnano del Cardinale (Diocesi di Nola) dove arrivano di continuo pellegrinaggi da ogni parte del mondo al suo Santuario, dando vita anche a manifestazioni di folklore e intensa devozione popolare. Si deve ammettere che su tale questione mancano molte precisazioni di ordine storico, a cui non possono supplire né i miracoli, né la devozione dei fedeli. Inoltre non si trova alcuna testimonianza dei primi secoli a riguardo di una devozione verso santa Filomena. Ecco perché, seguendo i criteri esigenti della scienza storica contemporanea, quando si è provveduto alla revisione del Martirologio romano nel 1961, il nome di Filomena non è stato conservato. Tale decisione liturgica non tronca la questione, ma la lascia sospesa, in attesa di studi più completi.

Quel che resta, intatta, è la fede in santa Filomena, che”figlia della luce” illumina con il suo esempio il cammino dei giovani credenti che a Lei si affidano fiduciosi della sua intercessione all’altare di Cristo. Con grande semplicità di cuore, in devoto raccoglimento, i nostri Presidenti internazionali hanno pregato, vivendo appieno alcune ore d’intensa spiritualità per raccontare, al loro rientro in patria,  d’aver visto le sacre reliquie ed i resti mortali della martire che ha difeso il suo voto di castità con il sacrificio estremo della vita.

Rientrati ad Aversa, hanno avuto modo di visitare il settecentesco Seminario Vescovile, di conoscerne gli educatori ed il Rettore, mons. Stefano Rega, che ci ha ospitato tutti con un’affettuosa agape fraterna, sottolineando la stima e l’affetto per il nostro movimento serrano, nonché la piacevolissima e credo irripetibile occasione di ricevere tre presidenti internazionali insieme! Di questa gioiosa giornata, porteremo un ricordo indelebile nel cuore: grazie, Santa Filomena!”.

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